venerdì 7 maggio 2010

Le Settimane del Gusto di Linguini, Parte 5/5: "Alessandro Pipero e il suo Gioiello ad Albano Laziale"

In poco più di due giorni siamo "già" arrivati all'ultima puntata di questa mia "godereccia" avventura: tra i ristoranti gourmet aderenti all'iniziativa "Settimane del Gusto"!

Per chiudere in bellezza queste due settimane di "attività mandibolare", decido di far visita ad un locale che già da tempo avevo adocchiato emulando la classica gita fuori porta Domenicale...

Perchè fuori porta vi chiedete voi? Perchè il locale da me scelto è stato "Pipero" ad Albano Laziale!

Approfittando della bella giornata di sole, riesco a coinvolgere i miei "vecci" a seguirmi almeno in quest'ultimo "pranzo gourmet"... e a fine pasto verrò più volte ringraziato per questo ;-)



Nonostante le precise indicazioni fornite via telefono, riscontriamo inizialmente difficoltà nel trovare il ristorante: in particolare è "buffo" constatare che gli abitanti di Albano ai quali abbiamo chiesto informazioni, non fossero a conoscienza del locale (fatto che poi ci è stato confermato con una sottile venatura amara anche da Pipero stesso). Il ristorante di Alessandro Pipero infatti (Alex per gli amici), si distacca completamente dal panorana dell'intera cittadina; e seppur quotato e rinomato in tutta Roma, presenta una clientela principalmente capitolina rispetto alla non curante popolazione di Albano...(che proabilmente non dimostra abbastanza attenzione per un locale di questo stampo... ed aggiungo io "Nun sa cosa se perde!")

Basta entrare da Pipero infatti, per essere "invasi" da un clima accogliente, intimo e familiare anche nell'arredamento (sobrio ma di classe). Le premure poi concesse dal preparato e simpatico ristoratore (nonchè esperto sommelier), si sussuegono rapide e numerose nel corso nel pasto mettendo il cliente al top.
Alex non solo ha avuto l'accortezza di rendere disponibile il menù scontato per miei genitori(decisamente non under 26), ma ci ha anche gentilmente concesso di cambiare alcune portate secondo i nostri gusti...




Le coccole di Pipero proseguono in tavola con un delizioso "boquet" di grissini ancora caldi e del buon pane in varie tipologie (focaccia, ai semi di girasole alle noci) appena sfornato e servito periodicamente nel corso del pranzo.




Gli sfizi che poi precedono il menù sono uno più delizioso dell'altro, introducendo la mano "fatata" del "gigante buono" dal cuore latino: Roy Caceres. :)



Si intuisce la località di "formazione" dello chef (confermata da lui stesso al termine del pranzo) dal benvenuto offerto: "tigelle e lardo affumicato".
Golose e da vera tradizione emiliana; presentate con un pesto di lardo affumicato e aromatizzato al rosmarino servito ancora nel sottovuoto.
Divertente l'idea (riscontrata poi anche in altri piatti), di coinvolgere il cliente facendo spalmare in prima persona il lardo sulla tigella ancora tiepida. :-P



Interessante gioco di consistenze nella "penna stracotta e fritta al pomodoro con burrata e alice": dove le componenti, concentrate in un piccolo assaggio, risultano ottimamente dosate.

Golosità e creatività anche nel "kraphen di parmigiano e gel di aceto rosso": con un adorabile contrasto acido/dolce in abbinamento al formaggio, da far impazzire le papille gustative.




Si passa poi al vero e proprio antipasto con un'ineccepibile "crudo di fassona, pistacchi e limone candito": La bontà già intrinseca della carne è ben esaltata dal cuoco ;-)

Divertente e sfizioso anche il tris interpretato da "animelle e gambero rosso con passione": oltre alla perfetta panatura dell'animella, rimane impresso nel palato l'abbinamento fresco ed appagante del gambero rosso con il frutto della passione. (emerge lo stampo "esotico" di Roy)



Alex è sempre disponibile e si occupa personalmente di descrivere ogni singola portata. Il nostro percorso comunque prosegue bene con uno dei piatti più significativi: "uovo a 65, cavolfiore, nocciole e caviale iraniano"
Intensa e persistente l'amalgama creata dall'uovo cotto a 65° con la "vellutata" di cavolfiore. A completare il tutto la croccantezza delle nocciole ed il tocco di classe che solo il caviale sa donare...



Passiamo entusiasti ai "primi", senza interrompere la "sfilata" di preparazioni convincenti:

Mentre io e mia madre rimaniamo fedeli al menù, mio padre decide di sostituire il risotto (intimorito dal termine "lumache") con l'interpretazione di Roy della "pasta e fagioli".
Io naturalmente l'ho assagiata ritrovando un golosissimo concentrato di sapori racchiusi in un unico tortello servito. La farcia consiste nel classico condimento della pasta e fagioli con le cotiche, ricca ed intensa; rinfrescata da un'aria di prezzemolo e foglie di radicchio...



Per quanto riguarda il "risotto bianco, prezzemolo e lumache opercolate", è stato decisamente il miglior piatto di tutto il pasto.
Tendenzialmente di indole pastasciuttara fin da piccoletto, so apprezzare comunque un risotto fatto a regola d'arte... e vi assicuro che quello di Roy è uno dei migliori mangiati di recente:
In apparenza viene servito del semplice riso bianco mantecato al burro e parmigiano...
Se poi si va a "scavare" la superficie, si trovano delle succulente lumache opercolate condite con la tipica salsa francese di burro e prezzemolo (superlativa!)
Citando Roy: "dopo aver cacciato e scovato le lumache sotto terra", ci si lascia andare ad un piatto avvolgente; che accarezza il palato con le meravigliose note del burro e la callosità delle lumache in un riso cotto a perfezione. (BIS PREGO! XD)




Ottimamente riuscito anche il secondo primo (nonostante avremmo tutti gradito una quantità un pò più rilevante XD): "sfoglia piena, cime di rapa. burrata e acciughe"
Tirata a regola d'arte, la sfoglia racchiude un ripeno in piacevole contrasto con la freschezza della burrata e la sapidità delle acciughe. Delizioso anche l'accenno di salsa al burro a decorare il piatto.



Passando al settore "secondi", Alex si conferma un ristoratore sempre pronto a "viziare" il cliente: Al posto del "maialino in salsa bloody mary" (che ho avuto comunque modo di apprezzare assaggiando quello di mia madre!XD) mi viene concesso di provare un piatto che dovrà essere messo in carta, ancora mai servito:

"Anatra ai semi di girasole, mela, cipolla e liquirizia"
Piacevole la cottura e l'accostamento della carne d'anatra con lo spicchio di mela (servito a mo di patata). Poco rilevante a mio parere la "panatura" ai semi di girasole ed il sentore della "latitante" liquirizia.





Una breve pausa concessa dalla leggendaria piccola pralineria; che di piccolo ha solo il nome: "macarones al mandarino, cioccolatini e menta, gelatine di frutta"
Ennesimi "sfizi" irrinunciabili!



Si passa poi ad un dolce rinfrescante, che esalta la mela in tutte le sue componenti; completato da una "colata" di purissimo sidro: "mela-gusto"




Come mio solito la curiosità (in maniera direttamente proporzionale alla golosità) prende il sopravvento e mi concedo un ulteriore dessert (sotto consiglio di Alex): "cacio e pere"
Citando uno dei detti popolari più noti, Roy inserisce in questo dolce le grandi materie prime della sua cara Emilia: Sul fondo noci croccanti ricoperte da una golosissima "spuma" di pere (I.G.P.), sormontata a sua volta da gelato di squaquarone e parmigiano. A terminare il tutto vi è la "cialda croccante", interpretata da una sottile fetta di pane casareccio tostato nell'olio extravergine.
(Al contadin non far sapere... quanto è bravo Roy Cacere-s ! :-P)



Il pasto si conclude alla perfezione con dei biscotti alle mandorle realizzati con l'impasto delle lingue di gatto... Ma cè anche il tempo di una gradita conversazione con Roy, che concede la sua presenza in sala al termine del pranzo. Lo chef di origine colombiana, ci racconta le sue numerose (e a volte difficili) esperienze in cucina, accompagnate da una dura gavetta e da una attenta osservazione del lavoro dei cuochi con cui ha collaborato... "Bisogna saper rubare con gli occhi, non si finisce mai di imparare!": Parole bellisime di un personaggio che emana passione per il suo lavoro da tutti i pori... e che riesce a stupire riportando nei piatti equilibrio, tradizione e tanta fantasia. Come già accennato è stata significativa per lui l'esperienza emiliana; dove ha avuto modo di conoscere in maniera approfondita la nostra bella cucina. Il tempo di complimentarmi nuovamente e di ringraziare il mitico Alessandro, per poi varcare la porta del locale dove ad attenderci c'è ancora il sole Domenicale.



Peccato che si trovi ad Albano, un gioiellino di tale livello, ma non mi faccio scrupoli e proprio questa stasera torno più volentieri che mai da Alex per gustare una cena gourmet molto promettente!
(www.pipero.it)



Le Settimane del Gusto sono così giunte al termine, ma lascio a voi la conclusione...Spero che le mie esperienze in qualche modo vi possano risultare utili; trasmettendo al meglio le sensazioni provate attraverso la passione per la gastronomia.

Concludo dicendo che a questi livelli rimane difficile riscontrare lati completamente negativi (anche data la mia limitata esperienza), ma è stato comunque molto bello aver modo di conoscere cucine e cuochi di alto spessore lavorativo e morale... Per questo ringrazio nuovamente "Slow Food", che con le "Settimane" mi ha concesso questa indimenticabile opportunità!

Alla Prossima!

-Lorenzo-

giovedì 6 maggio 2010

Le Settimane del Gusto di Linguini, Parte 4/5: "Un'Hostaria Stellare nel cuore di Trastevere!"

Per questo "quarto episodio" delle mie "Settimane del Gusto" torno in un luogo già provato precedentemente: Siamo a Trastevere, a due passi dal Bir & Fud, dove nel panorama mediocre (se non anonimo) di locali, si erge la "Stella" del Glass della "cheffa" Cristina Bowerman e del patron Fabio Spada.

Era ormai passato un pò di tempo da quella cena passata con Daniela all'insegna della Bufala. E già allora mi ero riproposto di tornare in questo ristorante per provare le proposte della carta. Quale pretesto migliore delle Settimane del Gusto!?!

Questa volta però, ho condiviso il mio tour magnereccio niente popò di meno che col mitico Vincenzone; mio Official Boss di D.O.L., che ha avuto la cortesia (e la pazienza) di accompagnarmi. XD



L'ambiente del locale è essenziale ed ordinato così come l'avevo lasciato... All'interno del Glass i decori in metallo spezzati dal legno e dal vetro lasciano gli ospiti a proprio agio :-)



Cristina ci accoglie immediatamente, e con grande disponibilità intraprende una interessante conversazione sull'iniziativa dello Slow Food nei confronti dei giovani under 26; sull'importanza sempre più incombente di una più Cultura Alimentare e sulla sua attenzione per le materie prime da utilizzare nei piatti. Emerge evidente la passione per il suo lavoro, ed un grande studio dei prodotti adoperati nel corso delle sue esperienze dagli Stati Uniti fino alla capitale.

Dopo la spiacevole notizia che gli gnocchi con il baccalà sono stati tolti il giorno prima dalla carta, decido di "integrare" come mio solito delle scelte personali (pagando a prezzo pieno) al menù previsto per l'iniziativa delle Settimane.



Oltre alla bella varietà di pane servito (Corn Bread, al nero di seppia, ai canditi, focaccia, panino al burro e casareccio. Tutto con lievito madre) l'"Amouse Bouche" dona già una piacevole anteprima della cucina del Glass: "Baccalà Mantecato con patate allo zafferano"
Ottima qualità del baccalà con il tocco della cheffa che amalgama bene il tutto. Bello Start!



Si cresce subito con il primo antipasto: "Tartare di manzo con capperi di pantelleria e arancia, tobiko, crema al wasabi, microverdure"
Veramente ottima la texture della carne; abbinata alla freschezza pungente delle salse e delle verdure sprintate dai capperi. Una delle tartare migliori provate di recente.



Il primo piatto è poi un classico che mi era stato decantato durante la cena precedente da Alberto, un grande appassionato della cucina di Cristina: "Ravioli ripieni di fonduta di castelmagno e funghi pioppini"
Davvero goloso il condimento al burro di malga sulla sfoglia; che ben si sposa al semplice ma intenso pioppino. Profondo e vincente anche il ripieno al castelmagno esaltato dalla pasta sottile. (Uno dei formaggi a mio parere più buoni del panorama caseario italiano)



La mia prima scelta fuori-menù non si fa comunque rimpiangere: "Mezzelune ripiene di amatriciana, guanciale croccante"
Di grande impatto la farcia delle mezzelune di Cristina (bella acidità), caratterizzate da una sfoglia davvero degna di nota. Ad esaltare il tutto, la parte croccante "interpretata" dal guanciale a listarelle adagiato sulla pasta. Un riuscito gioco di consistenze per un piatto che interpreta in chiave moderna il grande classico capitolino.



Si passa poi alle preparazioni più consistenti, aprendo il capitolo secondi: "Guancia di manzo con la sua salsa, carote glassate e asparagi, patate al rafano"
Millimetrica la cottura della guancia ben esaltata dalle patate al rafano che le fanno da "piedistallo". Poco rilevanti a mio parere le verdure di "accompagnamento" che non contribuiscono alla finitura del piatto.



Nuovo secondo, con un'altra scelta fuori menù: "Scaloppa di foie gras, mela cotogna, pan brioche"
Il Foie Gras è per me una golosità unica, che quando possibile cerco di non farmi mancare. La versione di Cristina, seppur buona, non mi ha pienamente convinto nella modalità di cottura; e solo per questo l'ho trovata in poca sintonia con gli altri piatti serviti.



Mi riporto comunque in alto con uno sfizio dolce sempre fuori menù che ero troppo curioso di provare: "Krafen ripieno di crema alle castagne, cioccolata calda e spuma di latte"
La riproduzione di un vero e proprio breakfast versione mignon. Imperdibile e ben realizzato inno alla golosità! :-P



Si termina in equilibrio e freschezza con l'ultimo dessert, a degna conclusione della cena:
"Zuppetta di caffé, mandorle sabbiate, gelato al Baileys"



Immancabili anche le microtentazioni concesse dalla ricca piccola pasticceria, molto varia e ricercata. :-P

Servizio cordiale e pronto a dare delucidazioni sulle componenti e le modalità di preparazione delle portate.
Ringrazio nuovamente Vincenzone di D.O.L. per la piacevole compagnia (e per la pazienza dimostrata di fronte al mio vulcanico entusiasmo XD)

Prezzo Totale: Tutto gentilmente offerto dal Boss (il menù base Slow Food era a 40 Euro per 5 portate)

Fine Parte 4 di 5

Alla Prossima!

-Lorenzo-

venerdì 23 aprile 2010

Le Settimane del Gusto di Linguini, Parte 3/5: "E' Tutto All'Oro ciò che Luccica."

Ritorno finalmente con un pò di tempo dalla mia parte, pronto a raccontare le esperienze passate durante le Settimane del Gusto nella Capitale.

"L'ultima puntata" aveva avuto luogo nel suggestivo spazio di Antonello Colonna, il suo Open.

Ora per il nuovo locale testato si cambia completamente zona, in un quartiere molto centrale e famoso di Roma. Questa volta siamo ai Parioli all'ora di pranzo (la sera i tavoli erano tutti già pieni anche prenotando 2 giorni in anticipo!) ed il ristorante è l"All'Oro" di Riccardo Di Giacinto.

Avevo solamente letto recensioni positive di questo locale, inizialmente come al solito sul blog di Daniela; poi era stato il GRANDE Valerio di Roscioli a consigliarmi di provare la cucina di questo giovane e promettente chef.

Dall'esterno l'All'Oro passa quasi inosservato: pochi posti a sedere, ambiente curato con design essenziale, caratterizzato da decorazioi dorate (ma guarda un pò! XD) un pò Art Noveau. Trasmette una certa intimità e tranquillità, in particolare quando fuori il sole attraversa le vetrate trasparenti del locale, illuminando l'interno.



Vengo fatto accomodare dal cameriere che inzialmente si mantiene abbastanza freddo e distaccato nei modi; sottolineando in maniera rimarcarta la presenza di menù "limitato" e ridotto per i minori di 21 anni. Le altre proposte in carta hanno invece prezzo pieno (cosa non avvenuta negli altri risotranti precedentemente provati).

Non mi faccio minimamente problemi e decido comunque di cogliere l'occasione per affiancare al menù degustazione delle mie scelte personali prese dalla carta.

Nel frattempo Riccardo alterna la sua presenza nella piccola sala con la sua fissa amministrazione della cucina.
Arriva un ricco cestino di pane fatto in casa (casareccio, semi di papavero, al curry e grissini) accompagnato da un delizioso olio della Sabina.



Piacevole e delicato il benvenuto:
"Crema di patate, Caviale e scorza di Mandarino Candito"
Componenti ben legate, in particolare spiccava il contrasto tra la dolce purea di patate tiepida e la salinità del caviale; simpatica l'acidità finale dell'agrume.



Come antipasto il menù degustazione prevedeva l'ormai celebre "Rocher di coda alla vaccinara con geleè di sedano", ma dopo le mie scelte personali lo chef ha preferito servirlo sucessivamente per il suo sapore piuttosto deciso.
L'antipasto da me scelto è stato comunque molto soddisfacente, uno dei piatti migliori provati:
"Tiramisù di patate e baccalà con lardo di Cinta Senese"
La superficie del "tiramisù" inganna l'occhio con la sua spolverata di cacao a ricordar un dolce, ma basta affondare il cucchiaio per rivelare una soffice crema di patate e baccalà che appaga boccone dopo boccone. Un Intenso crescendo di sapori esaltato dall'aroma e dalla grassezza del lardo di Cinta. Bella prova! :-P



Piacevole anche il primo fuori-degustazione: "Fagotto di broccoletti, burro, acciughe e pomodorini"
Un patito delle acciughe come me non poteva tirasi indietro di frote alla descrizione di questa portata. Fagottelli caratterizzati da una sfoglia molto fine, racchiudono un ripieno di broccoletti lasciati "veraci" e conditi con un semplice ma goloso burro e Acciughe (Mar Cantabrico!). Pomodorini e scorzette di limone conferiscono la puntuale nota acida.



Arriva finalmente in tavola il famoso "Rocher", preparazione che si dimostra buona ma non alla pari del tiramisù. L'impronta di Riccardo verte su sapori più decisi e concreti: La sfera di coda gioca in equilibrio di consistenze, tra croccantezza dei pinoli e la tenera carne arricchita da cioccolato e sedano (come la classica ricetta romana). Intenso e ben fatto anche il sugo della coda stessa adagiato a specchio sotto il "Rocher".



E' l'ora del primo previsto dal menù degusazione: "Raviolini di mascarpone con ragù d’anatra e riduzione di vino rosso"
Piatto simbolo del locale, ma a mio parere leggermente al di sotto delle aspettative. Ben quadrato il delicato ragù dei ravioli, ma per me troppo "evanescente" la farcia al mascarpone (a detta dello chef penalizzata dall'essere resa liquida).



Decisamente meglio con il secondo da me scelto: "Spigola in porchetta con zuppa di carbonara e tartufo nero"
Riccardo dona nuovamente vita alla spigola facendola nuotare nel "mare" di carbonara. Avvolto dalla croccantezza del guanciale di cinta, il pesce è impreziosito dalle note aromatiche delle lamelle di tartufo. Davvero godurioso.



Si passa ad un altro piatto del menù, già classico del ristorante: "La quaglia… petto farcito e coscia laccata con miele e n’duja,
purea di patate ed il suo ovetto in tegame"
Forse il piatto che ho gradito di meno di tutto il pranzo all'All'Oro. Ben realizzato il petto farcito con ciauscolo, servito su un'intensa purea di patate; ma ho trovato "sottotono" la coscia laccata e l'ovetto di quaglia (in particolare quest'ultimo mi è risultato un pò insipido).



Arriva il simpatico pre-dessert che consiste in un mini Millefoglie di cassata alla siciliana con zabaione alla Strega.



Piccolo aneddoto (inconveniente) capitatomi prima del dolce: rimasto in sala solo con una coppia seduta al tavolo davanti a me, mi appresto a rivedere le foto dei piatti fatte prima del dessert ed inclino la macchinetta verso gli altri due clienti. L'uomo (poi rivelatosi un noto politico) mi accusa di fargli delle foto, e dopo una situazione decisamente poco piacevole, risolta con l'intervento puntuale di Riccardo e del cameriere, il signore mi porge le sue scuse, tenta di offrirmi il pranzo (ho rifiutato) e prima di andarsene mi fa anche i suoi complimenti per la mia passione verso la gastronomia... :-S

Fortunatamente il dolce di Riccardo mi fa tornare il buon umore: "Il tiramisù All’Oro"
Golosa revisitazione del tiramisù, decoposto e servito coperto da una sottilissima e fragrante "cupola" di meringa! :P



La mia voglia di dolce e la mia curiosità però mi fanno andare oltre, forse ancora scosso dall'evento precedente: "Ravioli di cioccolato con ragù di banane e spuma di cocco"



Dopo la piccola pasticceria ed un doveroso caffè, rimango solo con Riccardo; ed ho modo di fare una piacevole conversazione con lui, sulle sue esperienze passate in Inghilterra, in Spagna e la sua giustissima ottica in cui il cuoco deve essere sempre presente ai fornelli ed in cucina. E' stato davvero bello aver modo di parlare con uno chef che, seppur giovane, trasmette concetti profondi che cerca di riportare nei suoi piatti. Riccardo continua definendo la sua una cucina "di pancia" e non di sapori apparenti; citandolo: "la gente è già sottoposta nella vita a troppi messaggi fasulli... almeno a tavola, al risorante, ha bisogno di ritrovare sapori veri e concreti." Il tempo di altre due chiacchere sulle mie idee future, sui locali provati a Roma e le mie impressioni... Un saluto soddisfatto, che mi fa comunque varcare le porte dell'All'Oro con un sorriso. :-)



Prezzo Totale: 100 Euro

Fine Parte 3 di 5

Alla Prossima!

-Lorenzo-

martedì 20 aprile 2010

Martedì Pesce: All'insegna della Cucina Romana! :-P

Provo una certa soddisfazione nel preparare (e mangiare!) pietanze a base di pesce, cercando di concedermi questo "sfizio" almeno 2 volte a settimana (una di queste il Martedì)...

Complici come al solito i colpi di genio della mia cara mamma, e le bellissime ricette laziali del volume "La cucina Romana e del Lazio" (Newton Compton Editori); mi sono ritrovato (stanco) al ritorno da scuola, intento nello spadellare ben due deliziosi pescetti in preparazioni differenti... A conti fatti però (e a pancia piena) devo dire che ne è valsa davvero la pena!

Tutto è partito dal gesto spontaneo di mia madre nell'acquistare i primi pisellini freschi di stagione (che adoro). Subito mi era scattato in mente il perfetto connubio "seppie e piselli"; poi però caso ha voluto che dal pescivendolo di fiducia, di seppia ne era rimasta solo una e anche piccolina. Così la mia cara mamma (sotto mia indicazione) ha affiancato alle seppie anche qualche trancio di uno stupendo palombo (altro must in umido con i piselli)...

A questo punto entra in gioco il volumone della cucina regionale: Il libro riporta infatti come altro abbinamennto alle seppie (direttamente da una ricetta della Ada Boni) i romanissimi carciofi cimaroli!

Devo confessare la mia completa ignoranza, ma non ero minimamente a conoscenza di questa preparazione...Potevo quindi io esimermi dal testarla avendo anche degli ultimi carciofi superstiti in frigo?!?!?

La risposta già la sapete... :-)))

"PALOMBO IN UMIDO COI PISELLI" & "SEPPIE COI CARCIOFI ROMANESCHI":

PER IL PALOMBO:
(Come mio solito ho voluto dare un tocco personale al piatto: Nel volume infatti venivano riportate sia la ricetta classica con fondo di olio e cipolla sia quella di Giaquinto che sostituiva il fondo con un pesto di alici, aglio e prezzemolo. Essendo da poco possessore di fantastiche alici Procidane regalatemi dal mio spacciatore di fiducia Andrea (THANKS!), ho optato per la versione di Giaquinto affiancandogli un personale mezzo scalogno tritato che addolciva il giusto e ci stava NA CREMA! :-P)



(X 2-3 Persone)

- 4 tranci di Palombo fresco
- 2 Alici dissalate e sciaquate
- Ciuffo di Prezzemolo
- Spicchione di Aglio
- Olio EVO (Tuscia)
- Barattolo di Passata con Pomodori in pezzi Bio (D.O.L.)
- 300 gr. circa di Piselli freschi sgranati e lavati
- Mezzo scalogno
- Sale & Pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

-Pestare in un mortaio l'aglio con il prezzemolo e le alici pulite e dissalate fino ad ottenere una fantastica e profumatissima cremina. Adagiare il composto ottenuto in una padella antiaderente con un filo d'olio e mezzo scalogno tritato finemente.

-Una volta imbiondito leggermente lo scalogno versare i piselli sgranati e sciacquati a dovere, seguiti immediatamente dalla passata di pomodoro con i pezzettoni! Aggiungere un poco di acqua calda e portate i piselli quasi a cottura.

-Sciacquare i tranci di palombo, accertarsi del grado di cottura e della sapidità dei piselli e adagiare nella padella anche il pesce salando e pepando a dovere (attenti alle alici! XD)



-Coprire, portare a cottura e servire caldo con un ulteriore spolverata di prezzemolo! Tanto semplice quanto delizioso!



PER LE SEPPIE:
(Anche quì il libro riportava sia la ricetta classica, sia quella di un famoso ristorante di Ladispoli. Quest'ultima nel fondo di olio ed aglio non aggiungeva l'acciuga da far sciogliere...Visto che sono fondamentalmente un patito dell'acciuga anche quì ho optato per la vesione che la vedeva protagonista! L'altra mia aggiunta personale è stata spadellare le seppie, a fine cottura, con delle zeste fresche di limone Bio tritate con prezzemolo fresco...Vi assicuro che donavano un'acidità ed una freschezza davvero notevole al piatto; ottime inoltre secondo me con i carciofi! ;-) )

(x 2-3 Persone)

- 1 Seppietta (circa 1/2 Kg.)
- 4 Carciofi Romaneschi
- 1 Spicchio d'Aglio
- Olio EVO
- Prezzemolo
- 1/3 di bicchiere di Vino Bianco secco
- Zeste di limone non trattato
- 1 Alice sfilettata, dissalata e sciaquata
- Sale e Pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

- Fare un fondo a crudo con aglio, prezzemolo e olio. Appena l'aglio comincerà a colorire togliere la padella dal fuoco e sciogliere uniformemente l'acciuga evitando di lasciare pezzettoni. Rimettere il tutto sul fornello ed aggiungere la seppia precedentemente lavata, pulita, spellata e tagliata a striscette.

-Lasciare andare con aggiunta di poca acqua calda, dopodichè sfumare con il vino bianco. Una volta evaporato il vino continuare a cuocere le seppie aggiungendo poca acqua calda e terminare la cottura del pesce inserendo i carciofi puliti, lavati e fatti a spicchi.



-Aggiustate di sale e pepe e, pochi minuti prima di servire, spadellare il tutto con un trito di zeste di limone e prezzemolo fresco. Aggiungere infine sul piatto un filo di olio EVO a crudo! :-P



W il Martedì, Roma e le Verdure di stagione!

MAGNATE PIU' PESCE! XD

Alla Prossima!

-Lorenzo-