mercoledì 10 marzo 2010

Le Settimane del Gusto di Linguini, Parte 2/5: "Cena in "Negativo" all'Open Colonna"

Eccomi pronto a relazionare le mie esperienze del secondo indirizzo capitolino provato durante le Settimane del Gusto...

Questa volta ci troviamo a stretto contatto con la realtà artistica di Roma (a pochi passi dal Palazzo delle Esposizioni), senza neanche farlo apposta inoltre, prima della cena avevo visitato la fantastica mostra di Caravaggio allestita alle Scuderie del Quirinale :-) (Consiglio vivamente a chiunque di andarla a vedere al più presto, ne vale davero la pena!)

Ad ogni modo (per non divagare come mio solito), il secondo ristorante da me scelto è stato il suggestivo locale dello Chef Antonello Colonna, l'Open Colonna...

Ero già stato all'Open in due circostanze completamente differenti: La prima volta ne avevo apprezzato l'ambiente ed alcuni assaggi durante l'inaugurazione dei volumi della GIUNTI curati da Stefano Bonilli. La seconda invece, avevo avuto il piacere di testare il brunch domenicale; rimanendo sorpreso dalla varietà offerta ad un prezzo fisso piuttosto conveniente.

(Per chi è interessato, trovate una recensione aggiornata del brunch all'Open sul Blog "ScattidiGusto" fatta dalla mitica Daniela di SenzaPanna)

Partendo quindi da queste esperienze positive, mi ero come al solito riproposto di provare una sera il Ristorante Gourmet, chiudendo il quadro del poliedrico spazio di Colonna.
Quale occasione migliore di queste "Settimane" per assaporare la tanto ambita cena?!?!? :P



Percorro anzioso la scalinata che mi conduce all'entrata dell'Open...tutto è precisamente come mi ricordavo dopo l'ultima visita, ancora non c'è nessuno in sala...Sono il primo! XD



La mia frenesia mi dà l'opportunità di scambiare immediatamente due chiacchiere con lo chef Antonello, che è già pronto ad accogliere gli ospiti nella sala principale...Rimango colpito dal modo di fare molto schietto e sincero dimostrato dal cuoco durante la breve conversazione, e successivamente vengo condotto da uno staff molto giovane al piano di sopra dove si svolgerà la cena.



La location è completamente diversa dalla Pergola, ma mette ugualmente a proprio agio. Molto "essenziale" e allo stesso tempo curata. Mi vengono serviti dei saporiti grissini (in particolare quelli al nero di seppia) ed un ottimo pane a lievitazione naturale presente in 3 qualità (alle noci, bianco e ai semi di finocchio)




Dopo qualche altra breve introduzione al tipo di cucina che da Labico ha portato Colonna ad intraprende il progetto "gourmet" nella capitale, mi vengono proposti 2 gradevoli assagini di benvenuto: un'alice fritta caratterizzata da una panatura davvero ben fatta ed un mini-rancino al ragù un pò troppo slegato nel condimento interno.




Per qanto riguarda il menù, lo chef mi offre un suo percorso degustazione, al quale io ho affiancato delle scelte personali dalla carta approfittando della lodevole iniziativa di mettere tutti i piatti in carta al 50% per i giovani under 26.



Le portate mi sono state illustrate e descritte con molta cura dal preparato ed appasionato figlio dello chef; con il quale ho avuto modo di esprimere direttamente le opinioni sui piatti nel corso della cena.



Il benvenuto del cuoco è stato un bocconcino di maialino cotto a bassa temperatura adagiato su un emulsione di ricotta e scaglie di carruba. Delicato e ben legato nei sapori in particolare azzeccato l'uso della carruba. Tenera e cotta alla perfezione la carne del maialino.



Il primo antipasto è stato a mio parere uno dei milgiori piatti della serata: "cannolo di baccalà, panna acida, caviale e limone candito"
Un morbido cannolo realizzato con farina di mais racchiude un intenso ripieno di baccalà mantecato. Secondo le indicazioni dirette dello chef, la cream fresh (sorta di panna acida) va posta sulla sommità del cannolo insieme alla scorza di limone candita e il cannolo va mangiato ripetendo questa operazione fino ad "esaurimento" dello stesso. Veramente da BIS!



Il secondo antipasto proposto ha forse un pò deluso le mie aspettative: "cubi di coda alla vaccinara"
La coda cucinata nella maniera tradizionale (con tanto di pinoli e uvetta) viene riproposta panata sotto forma di cubi ed accompagnata da una delicata riduzione di sedano e dal sugo della coda stessa. Sempre seguendo la tradizione viene inserito il cioccolato per conferire anche la componente croccante ed un rinfrescante sorbetto al sedano (alla fine). La consistenza dei cubi mi è parsa troppo "secca", e la panatura copriva forse eccessivamente il sapore classico della coda.



L'ultimo antipasto provato (scelto personalmente dalla carta) è stata la scaloppa di foie grass servita con una riduzione di rapa rossa, 2 tipologie di marmellate ai frutti rossi e del caldo pan brioche fatto in casa:
Realizzazione corretta anche se non esaltante come il cannolo; buono l'abbinamento con entrambe le confetture.



Come primo scelto dallo chef mi viene servito un piatto che entra in carta proprio la sera stessa (sono quindi il primo cliente a testarlo! :D)
"chao-tzu di maialino, fave e pecorino"
Piacevole rivisitazione dei ravioli cinesi, proposti ripieni di maialino cotto a bassa temperatura e cucinato con vari aromi e spezie tra cui anche l'anice stellato.
Il tutto adagiato su una crema di patate e condito con scaglie di pecorino ubriaco, fave e granelli di pepe sechuan.



Il primo piatto scelto da me dalla carta è stato sicuramente IL PIATTO sovrano della serata! Il nome di questo piatto ha inoltre ispirato il titolo stesso di questo post: "negativo di carbonara"
Perfettamente descritti dallo chef, questi tortelli ripieni di sugo alla carbonara ESPLODONO letteralmente in bocca rilasciando un concentrato intenso di sapore davvero ESPLOSIVO! (scusate la ripetizione ma rende a pieno!)
Il tutto è condito in maniera golosissima da una ben legata crema di parmigiano vacche rosse stemperata con della cream fresh, e del guanciale croccante valdostano (più dolce rispetto a quello laziale) con pepe macinato. Davvero notevoli!




Per il capitolo "secondi", il cuoco mi propone una preparazione che definirei "goliardica" e che in conclusione si è rivelata divertente e convincente nelle sue componenti:
"jumbo quaglia"
Citando le terminologie "ammmericane" che tendono ad esaltare tutto quanto, la quaglia viene servita in una "fast-food version" davvero singolare. Il petto è presente sia all'interno di un panino fatto in casa e sia cotto in maniera classica a parte; le coscie sono panate in una cialda di mais ed il piatto è disseminato da diverse verdure grigliate in accompagnamento. Si aggiungono al tutto un deizioso bocconcino di verza ricoperto da lardo caldo, una salsa al pomodoro a simulare il ketchup e la classica salsa mournet (derivata dalla besciamella) in sostituzione della maionese.
Il metodo per mangiare questo piatto è lasciato completamente alla "libera interpretazione", rendendo il tutto alquanto divertente oltre che appagante XD
(apprezzato il rinfrescante sorbetto all'alloro proposto al termine della quaglia)




Il secondo-extra da me scelto mi ha invece deluso abbastanza. In verità è stata la mia indecisione tra due proposte in carta a confondere il figlio dello chef, che ha poi scelto per me la preparazione forse meno adatta: "carrè d'agnello, birra ai cereali e supplì alla menta"
L'agnello, nonostante di indiscutibile qualità, rimaneva secondo me poco cotto, eccessivamente al sangue e la panatura esterna non donava nessun valore aggiuntivo al piatto. Troppo forte il sentore amarognolo della salsa alla birra (che tra l'altro sono impossibilitato a mangiare in quantità "consistente") e abbastanza anonimo il supplì alla menta.



Piccolo break riempito da un piacevole pre-dessert composto da un gustoso maritozzetto ripieno di crema pasticcera, un "chupa-chups" di gelato alla liquirizia ricoperto di cioccolato croccate ed una sfiziosa piccola pasticceria.





La conclusione della cena è però ad alti livelli come l'antipasto iniziale...
Nonostante infatti io non vada matto per i dolci, il dessert scelto dal cuoco è stato veramente sublime: "diplomatico crema e cioccolato, caramello al sale"
Questa versione revisitata del diplomatico consiste in diversi strati di pasta sfoglia glassata con cioccolato fondente, all'interno dei quali si trovano delle mousse al cioccolato e alla crema soffici e intense. Con questo trionfo di dolcezza va rigorosamente accompagnata una deliziosa salsa mou al caramello leggermente salata, che regala contrappunti entusiasmanti al palato.




Prezzo Totale: 110 Euro

Fine Parte 2 di 5

Alla Prossima!

-Lorenzo-

domenica 7 marzo 2010

Le Settimane del Gusto di Linguini, Parte 1/5: "La Pergola, Il Tempio di Beck sulle Vette dell'Hilton"

E' terminata ieri la lodevole iniziativa delle "Settimane del Gusto", organizzata da Slow Food e dall'Università degli Studi Gastronomici.
Due intere settimane, in cui giovani al di sotto dei 26 anni potevano provare le Cucine di eccellenza della nostra penisola, con notevoli riduzioni sui piatti in carta o sui menù degustazione.

Durante questo periodo (dal 22 Febbraio al 7 Marzo 2010), diversi ristoranti hanno dato modo anche ai piccoli gourmet di avvicinarsi all'alta cucina, senza però la controindicazione di rimanere in bancarotta! XD

Io naturalmente non potevo farmi sfuggire questa occasione, e appena venuto a conoscenza dell'iniziativa, ho predisposto il mio "tour gastronomico" in modo da provare i ristoranti più pratici da raggiungere con i miei mezzi da 18enne.

Questa "odissea del gusto" è stata intrapresa da me in maniera un pò folle: ho testato le diverse cucine di Roma quasi in assoluta solitudine, "prosciugando" parte dei risparmi... Le esperienze vissute però, sono state talmente intense e "formative", che a conti fatti non esiterei a riprovarle... :-)

Descriverò da oggi sul Blog i diversi locali capitolini "visitati", presentando dal mio punto di vista: i singoli piatti, i prezzi, il servizio e le mie impressioni sul ristorante.

Prima di iniziare però, vorrei ringraziare gli enti organizzatori, i locali che hanno aderito all'iniziativa (regalando questa bella possibilità ai giovani "pazzi" come me), ed il direttore Stefano Bonilli del Papero Giallo; grazie al quale sono venuto a conoscenza dell'iniziativa.

Le cucine "aderenti" nel Lazio sono state:

-La Pergola dell'Hilton Rome Cavalieri
-Open Colonna
-All'Oro
-Glass Hostaria
-Pipero
-La Trota
-La Parolina

Io per motivi di tempo e di praticità, ho potuto testare solo i primi 5 indirizzi; riscontrando diversi tipi di ristorazione e cucina con stili più o meno personali.

Il primo indirizzo provato è stato probabilemente uno dei più "incisivi"...
Non solo per le preparazioni gustate, ma anche per la magia generata dalla collocazione del ristorante:
Cominciare questo "percorso" con la rinomata cucina di Heinz Beck (nella fantastica location dell'Hilton di Roma), non poteva che rivelarsi inizio a 3 stelle (Michelin!) XD

La Pergola è uno di quei locali che si ritrovano "stabili" in tutte le guide e sottoguide; dove quelli come me si fermano con lo sguardo, non andando oltre la recenzione ed il prezzo riportato "a persona"... Questa volta però le guide hanno perso ogni significato, dandomi la possibilità di immergermi totalmente nel tempio di Beck e lasciandomi trasportare dalle sue preparazioni.



Solamente varcare la soglia del "Rome Cavalieri", munito di giacca richiesta durate la prenotazione, mi ha proiettato in un mondo a me completamente sconosciuto: Ampie sale decorate con perfetta armonia da enormi quadri e statue sono attraversate da uno staff celere ed impeccabile che riesce a mantenere un'atmosfera quasi artificiale.




L'emozione poi sale insieme all'ascensore che mi proietta in pochi secondi nell'Olimpo del Gusto, dove sono pronti ad accogliermi i preparati e disponibili camerieri della Pergola. Non capita tutti i giorni di essere acompagnati sulle terrazze dell'Hilton per ammirare la Capitale di notte, avvolta dalla miriade di luci cittadine! E questo non è neanche l'inizio...




I miei occhi infatti si sono illuminati quando il cortese capocameriere ha pronunciato le seguenti parole: "Ora se lo desidera la conduco nel regno di Heinz per conoscerlo di persona"!!!

L'ingresso nella cucina della Pergola è abbagliante e mi ha colpito molto: Tutto appare così impeccabile e perfetto, quasi "fittizzio" avvolto nel bianco assoluto...
Numerosi cuochi, disposti quasi seguendo un ordine, riempiono la sala insieme agli strumenti di lavoro...e poi come non citare l'incontro con LO CHEF...




Stringere la mano ad Heinz e setirsi dire amichevolmente "Hai fame?" non ha prezzo come nella pubblicità della mastercard! Qualche domanda sulle mie passioni, quattro chiacchere forse insignificanti che però non scorderò mai; il tutto coronato da una frase decisamente simpatica e piacevole: "Fagli un bel menù a questo ragazzo! Tu poi chiedi quello che vuoi a lui che ci penso io!"
E Allora...SI PARTEEE!!! :D



Il menù degustazione della Pergola si compone normalmente di 9 piatti, ma il cameriere mi ha rivelato al termine della serata che l'offerta doveva prevedere solamente 6 portate... Per mia grande fortuna però (forse essendo stato il primo partecipante all'iniziativa Slow Food), non solo ho provato l'intero menù degustazione, ma lo chef ha inserito anche 2 piatti extra davvero memorabili! :-P

Ogni dettaglio comunque merita una citazione: l'aperitivo che nel mio caso è stato sostituito al momento da una freschissima centrifuga di frutta per i miei problemi con l'alcoll ne è la prova. Si prosegue con un fantastico burro francese non salato, un olio siciliano ben fruttato ed una ricca selezione di pane e grissini fatti in casa, riforniti periodicamente durante la cena. (pane alle olive, alla zucca, carta musica, grissino, pane bianco, mini focaccia e pane di grano saraceno)







Bonus ulteriore per le tipologie di sale da degustare con l'olio o il burro sopra-citati: 2 sali Hawaiani, uno affumicato ed un altro di origine vulcanica.
La ricerca della perfezione non si limita qui, ma è evidenziata anche dalla "carta delle acque" che attraversa l'intera Penisola proprio come una ben strutturata carta dei vini.



Il benvenuto dello chef è stato un delicato ed armonioso uovo tiepido di quaglia con spuma di parmigiano, salsa di asparago e asparagi croccanti: Bel gioco di consistenze e sapori.



Con il primo antipasto già si vola alto: "Terrina di fegato grasso d'anatra con purè di cachi, tartufo nero e polvere di amaretti"
L'equilibrio di sapori dominava il piatto deliziosamente aromatizato dal tartufo. Vincente la scelta dell'amaretto che ammorbidiva il retrogusto della terrina di foie grass legata perfettamente alla dolcezza del cachi.



"Infuso di vitello, erbe e fava di tonka con tartare di tonno e sorbetto al tè verde"
Altro gioco spettacolare di consistenze e sapori. Impeccabile la tartare adagiata su un tiepido letto di infuso; un dolce contrasto con la freschezza del sorbetto aromatico posto sulla sommità del tonno



Primo "regalo" fuori menù, descritto come "il piatto che ha fatto la storia della Pergola": "Fagottelli La Pergola"
-Il preparato cameriere che mi ha "assistito" durante la cena, mi ha spiegato che il ripieno della pasta (che riprende il condimento della tradizionale carbonara romana) è inizialmente solido, diventando liquido e cremoso solamente nella breve cottura dei fagottelli stessi.-
Questo è sicuramente un piatto indimenticabile, che rilascia in bocca un concentrato di sapori veramente intenso. I fagottelli sono inoltre conditi con guanciale e zucchine perfettamente equilibrati tra sapidità e freschezza... Il pepe nero indiano macinato al momento impreziosisce e completa il tutto.




"Sfoglia di capesante ripiena di gamberi rossi con germogli e salsa mojito"
Qui ci si diverte: Genialità e gusto in un piatto davvero originale. Ravioli realizzati con la capasanta avvolgono un freschissimo gambero rosso; il tutto sprintato dalla sfiziosa salsa mojito e dalle lenticchie tostate che ricordano la consistenza delle chips... Notevole!



Secondo "regalo" fuori carta: "Spaghetti "cacio e pepe" con gamberi bianchi marinati al lime"
A mio parere uno dei piatti più buoni della serata. Davvero notevole il contrasto tra la corposa mantecatura della cacio e pepe e la fresca marinatura al lime dei gamberi: il giusto per sgrassare il palato, rimanendo in equilibrio con il condimento dello spaghetto.



"Filetto di ricciola con fagioli cannellini e neve di baccalà"
Tra i secondi decisamente la preparazione più particolare e convincente. Un tenero filetto di ricciola appogiato su una passatina tiepida di fagioli cannellini ed una misteriosa polvere bianca posta sul bordo del piatto. Esperienza memorabile assaggiare la "neve di baccalà" da sola riscontrando nitido il sapore del pesce che esplode in bocca. Abbinando poi la "neve" fresca alla ricciola e ai fagioli caldi, si crea un connubio davvero coinvolgente. (Mi è stato poi riferito che il baccalà viene prima messo in abbattitore raggiungendo temperature bassissime e poi viene letteralmente "polverizzato" per ottenere una vera e propria "neve"! :O)



"Coniglio con vinaigrette alla cacciatora, crema di peperoni e chips di olive"
Bella reinterpretazione di Beck del coniglio alla cacciatora, ma secondo i miei gusti non al livello delle preparazioni precedenti. Sempre presente il gioco di consistenze questa volta dato dalle olive croccanti proposte come chips, in accompagnamento alla crema dei peperoni rafforzata dai capperi.



"Spalla di maialino iberico alla liquirizia con purè di patate alle erbe e salsa alle olive taggiasche"
Altro piatto ben realizzato ma non "emozionante" come in altri casi. Carne comunque cotta alla perfezione e ben realizzato il purè alle erbe (quasi impercettibile la presenza della liquirizia)



Piccola (si fa per dire) pausa concessa ad una selezione di formaggi tutti davvero degni di nota (in particolare per un appassionato come me):
Robiola di Roccaverano, Caciotta al tartufo, Caprino Piemontese, Parmigiano Reggiano 36 mesi, Gorgonzola D.O.P., Pecorino Toscano a caglio vegetale, Ragusano, 3 Latti, Bitto d'alpeggio 10 anni, Taleggio, Caciotta conciata alle pere e alle noci.
Da sottolineare il pane realizzato con frutta secca servito per acompagnare la selezione: Divino!





Verso il dessert si cambia atmosfera, nulla è lasciato al caso, vengono tolte le luci dal tavolo per far spazio a delle particolari candele incastonate in un contenitore di vetro.



Prima del pre-dessert mi viene consegnata una curiosa mini-cassettiera a pila in metallo che si è poi rivelata il paradiso dei golosi. Ogni cassetto infatti racchiude delle preparazioni di piccola pasticceria tanto belle quanto buone!





Come pre-dessert vero e proprio mi è stato servito invece un freschissimo ed appagante gelato alla banana, cocco e lime poggiato su un succo di lemongrasse accopagnato da pezzettini di mango.



Il Gran Desert finale è poi l'estasi del dolce: Si compone di una parte calda e di una fredda; entrambe di altissimo livello:
"Tazzina al cioccolato caldo con spuma fredda di cocco (spaziale!), Lamponi gratinati, Soufflè alla Liquirizia"



"Cannolo di cioccolato fondente con mousse al caramello, Gelatina di champagne con fragole di bosco, Gelato al whisky, Coppa con arancia e spuma al cacao"



Dopo quest'inno alla goduria (e al colesterolo :P) non potevano mancare degli sfiziosissimi ed irrinunciabili cioccolatini al latte, fondenti, al cioccolato bianco e dei torroncini davvero favolosi. Il tutto prima di un caffè impeccabile per cremosita (servito ben caldo).




Le candele sul tavolo si consumano lentamente e segnano la fine di questa unica ed indimenticabile esperienza... Giusto il tempo di "visitare" i maestosi bagni dell'Hilton e poi uscire dal portone... lasciandomi alle spalle le statue poste davanti l'entrata. Con la speranza e la voglia di ritornare per provare le altre proposte del genio creativo di Beck.





In ricordo di questa magica serata mi è stato inoltre donato un menù apposito stampato sul momento che riporta tutti i piatti della cena :-)

Prezzo Totale: 100 Euri.

Fine Parte 1 di 5

Alla Prossima!

-Lorenzo-