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venerdì 6 gennaio 2012

Cronache Natalizie 2011/12: Natale con i Tuoi, Capodanno con Chi Vuoi!

Come preventivato nel post precedente, chiudo i miei resoconti festivi augurando a tutti una felice Epifania :-) (che tutte le feste si porta via!)

Ogni anno il mio Natale si svolge in Umbria a casa di nonna, dove la compagnia di zii e cugini, insieme alla buona cucina, sono sempre gran protagoniste.

La tavola si colora di delizie a partire dal crostino di pane con il patè di fegativi fatto in casa... Passando per la monumentale Lasagna di Nonna con ragù misto di piccione. :-P





Poi tanti dolci tipici come il Torciglione Umbro a pasta di mandorle, lo Zelten Trentino o il Panpepato Laziale ricchissimo di fruttasecca...





...Non potevano mancare 2 pezzi "firmati" come la spettacolare Tortiera di Enkir (cereale antico) di Corrado Vicina e il buon panettone Pere e Cioccolato di Pierluigi Roscioli.




Il gran finale è stato affidato a una riuscitissima Faraona nostrana farcita con Funghi Porcini e Castagne...





... E una succulenta Anatra con Patate al forno da BIS!




Tutt'altra storia per quanto riguarda il mio capodanno LAST MINUTE passato nella cucina del Ristorante Serendepico, che è terminato con un Cotechino DEFINITIVO (3 Kg!) di Eugenio Barbieri, regalatomi da Gabriele Bonci.



Insomma anche quest'anno ci siamo dati da fare per trascorrere delle buone feste anche dal lato gastronomico.

Ancora tanti auguri a tutti!!! :-)

Alla prossima!

-Lorenzo-

martedì 19 aprile 2011

Tempo di Gelato!!! :-P

Non ho mai negato la mia "ATTITUDINE GELATARA" anche fuori stagione... Figuriamoci con l'avvento del bel tempo! :-)
Il caldo clima capitolino infatti, mi ha spinto nuovamente in un "pellegrinaggio" di gelaterie, confermando indirizzi noti ed anche piacevoli new entry!

Data la vicinanza con scuola (Zona Circo Massimo/Testaccio), RIPROPONGO l'inossidabile "Gelato" di Claudio Torcè riassaggiato di recente. Leggero, cremoso al punto giusto, veramente molto vario nell'offerta dei gusti. La materia prima utilizzata è selezionatissima e nelle ultime visite mi sono imbattuto in un delizioso thè verde - sesamo nero - cioccolato bianco - fantasia di mandorle, pistacchi e nocciole - torta di ricotta - il sorprendente sedano ed un memorabile gianduia. Da appuntare anche l'evergreen Cannella - la vaniglia naturale - la nocciola piemontese ed il cioccolato Valrhona in più declinazioni... Servizio gentile e preparato, con il bonus di comode panchine dentro e fuori il locale.

"Il Gelato" di Claudio Torcè
V.le Aventino 59, 00153 Roma



Nelle "new entry" invece, segnalo un indirizzo che volevo provare da tempo: "La Cremeria Aurelia". A due passi dalla metro A "Baldo degli Ubaldi", un piccolo laboratorio che vi farà tornare indietro nel tempo; letteralmente preso d'assalto da giovanissimi scolaretti in compagnia di fantastiche nonnine. XD



All'interno il paradiso delle creme gelate, arredato con simpatici tavolini colorati. Buona la mantecatura non eccessivamente cremosa; impreziosita da ingredienti di qualità ed un sapore netto ed intenso nei gusti provati. Sicuramente da non perdere il riso bianco alla cannella - il gorgonzola - il fichi secchi e mandorle - cocco - vaniglia tahitiana ed un buon pistacchio. Deliziosi anche i frappè espressi ben equilibrati.



Il proprietario è cortese e molto disponibile nel far assaggiare nuovi gusti, quindi non esitate a chiedere se ha qualcosa "in progress" nel retro bottega! ;-)

Cremeria Aurelia
Via Aurelia 398
Orario estivo: dalle 11.30 alle 23. Chiuso il lunedì

Insomma con il bel tempo, torna il gelato e Linguini riparte all'attacco... O forse non si era mai fermato??? :-P

Buon Gelato a tutti!
Alla Prox!

-Lorenzo-

domenica 20 febbraio 2011

Festeggiare con una Dolce Scoperta: La Mia Pumpkin Pie!

Se non si era capito dalle RICETTE passate, vado matto per la zucca cucinata in più VARIANTI; anche se non mi era capitato di impiegarla in preparazioni dolci. Il pretesto per colmare questa lacuna (con un dolce che mi ingolosiva da tempo) è stato il "Percorsi di Vino Wine Fest" organizzato da Andrea Petrini all'Incannucciata. Oltre agli ottimi piatti dello chef De Bellis infatti, pochi s/fortunati hanno avuto modo di assaggiare questo mio esperimento... Con un risultato molto apprezzato! :-)

La ricetta base utilizzata è quella della Classica Pumpink Pie americana; che io (come al solito) ho in parte modificato aggiungendo degli amaretti ed una deliziosa frolla al cacao.

Il versatile ortaggio arancione, si è rivelato buonissimo anche in "veste" di dolce (modifiche personali incluse)... Accompagnato dalla panna montata poi... Chevvodicoaffà!

Grande soddisfazione personale per la frolla che ho realizzato completamente a mano (avevo il terrore venisse una "ciofeca"! XD) e per i commenti positivi dello Chef, di Daniela e Rossella... La prova del 9 è stata la velocità di "spazzolamento" :-P

Prossimo impiego delle ultime zucche: Forse una bella Parmigiana Zuccosa! Stay Tuned! :-)

INGREDIENTI (6-8 pesone):

Per La Frolla al Cacao:

150 gr. Ottimo Burro
45 gr. Cacao Amaro in Polvere
300 gr. Farina 0 Bio
3 Tuorli Bio
100 gr. Zucchero a Velo

Per La Farcia:

500 gr. Circa di Polpa di Zucca
3-4 Amaretti Sbriciolati
130gr. Zucchero di canna
200 gr. Panna Liquida Fresca
2 Uova
2 Cucchiaini da Caffè di Cannella
1 Cucchiaino di Zenzero Grattuggiato
1/2 Cucchiaino di Chiodi di Garofano in Polvere
1 Cucchiaino di Brandy

Per Completare:

Amaretti Glassati al Cioccolato della Tuscia (D.O.L.)
Panna Montata o Panna Acida

Fare la Frolla:

Nonostante molti dicano sia preferibile utilizzare la planetaria, io la frolla adoro farla impastando a mano (anche se c'è il rischio di scaldare troppo il burro). Quindi lascio a voi la scelta: o disponete la farina a fontana con il metodo "vecchia scuola", incorporando gli ingredienti fino ad ottenere una massa mediamente elastica che non si attacca alle mani (in caso aiutatevi con poca acqua tiepida); oppure ficcate tutto nella planetaria evitando i rischi. Realizzato l'impasto, avvolgetelo in carta trasparente e fate riposare almeno un'ora in frigo. Stendete il risultato su una teglia rivestita da carta da forno e rimette nuovamente in frigo mentre realizzate la farcia.

Fare la Farcia:

Taglia la Zucca a Pezzi, puliscila e cuocila al vapore. Ricava la polpa, frullala e falla asciugare in una padella antiaderente mescolando continuamente a fuoco basso. Fai intiepidire la purea e mescola il risultato in una ciotola, aggiungendo tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.



Riempi la frolla al cacao con la farcia ottenuta e cuoci il tutto a 220 gradi in forno già caldo per 15 min. (nella griglia più bassa). Termina la cottura per altri 45 min. a 180 gradi, tira fuori dal forno e fai raffreddare. Servi la crostata di zucca con gli amaretti glassati sbriciolati sopra ed accompagnala con Panna Montata al momento... Scoperta Deliziosa! :-)



Alla Prossima!

-Lorenzo-

lunedì 30 agosto 2010

"Il Gelato" con la "T" Maiuscola: quello di Claudio "T"orcè!!!



Finalmente ci sono riuscito! Anche Io posso affermare di aver "assaggiato" Il Gelato Artigianale di Claudio Torcè!

Oddio poi..."assaggiato" è una chiacchera: in preda alla golosita (complici svariati gusti a disposizione) me ne sono "sbafato" 5 coppette da 4 "palline" l'una! :-S

Vabbè... però ne è valsa davvero la pena... Inoltre mi sono rifatto di più un anno di attesa: Eggià perchè da "Claudio" io ci volevo andare già la scorsa estate (e pure un pò prima)... Perchè per me il gelato d'estate è una cosa seria; e se fatto bene posso arrivare a mangiarne quantità esagerata (una macchinetta "spazzolagelato" impazzita XD) Quando poi trovo tanti gusti orginiali e ben fatti, perdo il senso della misura! XD...
Di solito il mio "spacciatore" di fiducia era la Fatamorgana (delizioso il gusto riso venere; al basilico; pere e gorgonzola o cheesecake), ma ero stato sempre curioso di provare quello di Torcè a seguito dei commenti entusiasti su Dissapore...



Il problema era la sede in Via Dell'Areonautica,: troppo lontana, senza un numero di telefono per sapere gli orari; e l'unica volta che mi sono "imbarcato" (da folle "cacciatore solitario" in cerca di gelato), l'ho trovata pure chiusa! :-S

Poi l'illuminazione: LA SEDE IN VIALE AVENTINO! Anche qui niente numero di telefono, però è molto più vicina; ed in particolare ora che la "Fata" a Testaccio ha chiuso i battenti, è senza dubbio l'approdo migliore in zona per un ottimo gelato ;-)

I gusti sono davvero tanti, e in preda ad una follia libidinosa, sono rimasto davvero appagato dai gusti provati... Simpatica inoltre l'idea della "coppetta di cialda" in sostituzione del cono, e dei toppings "della casa" (cioccolato, caramello, miele, crema di nocciole, granella di cacao, frutta secca etc. etc...) per "caricare" ulteriormente la propria "composizione gelatosa"... only for very golosi! :-P



Tornando al Gelato; diciamo che si va a colpo sicuro a partire dai gusti "ordinari": Cioccolato madascar "puro", Nocciola, Noci, Gianduia e Vaniglia "pura" senza uova o crema... e ci si diverte anche con quelli più "creativi" (quasi tutti molto convincenti): Philadelphia e Noci, Zenzero e Cannella, Zabaione Amaretti e Mandorle, Mandorla al Limone, Semi di Girasole e Cioccolato, Semi di Sesamo e Pistacchi, Riso e Canella, Ricotta all'arancia ed il notevole "Strudel"! Da non dimenticare i buoni sorbetti come quello allo "Zenzero" puro: very intense! :-P



Il servizio è molto preparato, rapido e disponibile nello spiegare le diverse tipologie ed eventuali "abbinamenti" con i gusti scelti (per stare appresso ad uno come me, hanno veramente superato qualsiasi esame possibile! XD). Per chi invece di gelato non ne vuole proprio sapere (e qui non sa che si perde!) ci sono anche yogurt freschi da arricchire con muesli, frutta etc.. o invitanti semifreddi e torte "maison".

Comode seggiole e una panchina all'esterno sono l'ideale per gustarsi il proprio cono o coppetta in totale tranquillità... Per tutto il mese di Settembre la gelateria rimane aperta fino a mezzanotte, poi orario invernale e si chiude alle 21:00. Sbrigatevi prima che l'estate finisca! E fate in modo che il vostro ultimo Gelato sia con la "G" (o "T") maiuscola! :-P

Alla Prossima!!!

-Lorenzo-

"Il Gelato" di Claudio Torcè

Sedi:
-via dell’Aeronautica 105, 00144 Roma
-v.le Aventino 59, 00153 Roma
-v.le Prassilla 39 (centro Le Terrazze)
-v.le delle Repubbliche Marinare 101, 00121 Roma Ostia
-Centro Commerciale Roma Est

sabato 12 giugno 2010

Cucinando si Invecchia...Strudel di Ciliegie per i 19 di Linguini!

Ebbene si: Anche Linguini da bravo Gemellino aggiunge un tassello nella scalata verso i terrificanti +20!

Nonostante però la scuola (e questa eterna ansia da esame), è stato un anno positivo che mi ha dato l'opportunità di fare tante esperienze e di conoscere molte belle persone!

Questo mondo è davvero vasto e pieno di stimoli, qualsiasi cosa mi aspetti in futuro spero di riuscire a portare avanti la mia passione, che per ora continua a darmi soddisfazioni...

Per quanto riguarda il blog (che ho iniziato per sfizio senza troppo impegno), cercherò di dedicargli un pò più di tempo e magari di curarlo maggiormente...E' stato un pò criticato per l'aspetto "grafico" ed effettivamente toccherebbe fare un doveroso restyle (anche se io sò 1 anno più vecchio!XD)...PIMP MY BLOG ALLORA?!?

Per festeggiare vi lascio questa ricetta leggermente rivisitata da un classicone regionale (Trentino)...Nonostante costino care e sia raro trovarne di veramente buone, io stravedo per le ciliegie in stagione: ne mangio a vagoni! :-P

Quindi mi si sono illuminati gli occhi nel trovare una ricetta per lo strudel che prevedesse un ripieno alle ciliegie ;-)



Passando alla ricetta:

PER LA PASTA:

Rispetto alla normale pasta Strudel, che prevede il burro, questa va realizzata con:

-250 gr. farina
-1 uovo
-2 cucchiai di olio
-un pizzico di sale
-un cucchiaino di zucchero
-poca acqua

PER IL RIPIENO:

-1 kg circa di ciliegie snocciolate (se potete munitevi di uno "snocciolatore")
-Mezzo vasetto di marmellata di ciliege Bio
-60 gr. zucchero
-Una raspatura di cannella
-80 gr. Nocciole tritate
-50 gr. Pagarattato

PER TERMINARE:

-1 albume diluito con un pò di latte per lucidare
-Zucchero a velo

PROCEDIMENTO:

Fare la solita fontana ed impastare per bene fino al raggiungimento di un composto abbastanza morbido che non si attacchi alle mani, incorporando piano piano pochissima acqua. Scaldare una pentola o un recipiente (il libro diceva di farci scorrere acqua bollente) e collocarvi la "palla" dell'impasto coperta da una bacinella/insalatiera. Lasciar riposare almeno 1 ora.

Stendere un torcione spianandoci sopra l'impasto con l'aiuto di un mattarello infarinato. Dopo aver raggiunto uno spessore abbastanza ridotto, infarinatevi i pugni, passateli sotto la pasta sollevandola dal torcione ed "allungatela" il più possibile senza rischiare di romperla facendola troppo sottile (io ho guardato il video di Santin per fare questo passaggio).

Tostare le nocciole tritate in una padellina, unirle al pangrattato e cospargervi la superfice della pasta strudel (questo servirà ad assorbire i liquidi in eccesso della frutta, in più la mia aggiunta di nocciole darà una piacevole nota "crunch" al dolce)

Amalgamate le ciliegie con la marmellata, lo zucchero e la cannella, poi disponetele uniformemente al centro dell'impasto. Arrotolate delicatamente lo strudel partendo dal lato posto verso di voi e lasciatelo "scivolare" dolcemente su una teglia rivestita di carta da forno.

Spennellate con tuorlo d'uovo diluito nel latte e cucocete in forno caldo a 180° fino a doratura!

Lasciate intiepidire e cospargete di zucchero a velo!!!



Mi scuso ancora per le foto, ma visto il grande successo di questo dolce penso di rifarlo al più presto e di integrare con foto un pò meno "orripilanti"... XD



Un grazie speciale da foodblogger novello a Daniela di SenzaPanna che mi ha fatto un bellissimo regalo di compleanno!!!

Alla Prossima e Grazie a tutti!!!

-Lorenzo-

lunedì 22 febbraio 2010

Dolci tentazioni della Quaresima alla Romana!



Non sono mai stato un particolare "osservante" cattolico (rispettando sempre chi la pensi diversamente), ma guidato dall'amore per Roma e per le sue tradizioni (e dal mio "fedele" volume di ricette del Lazio, che ripercorre le preparazioni "dimenticate" con cenni storici e letterari), ultimamente provo particolare soddisfazione nel realizzare le ricette attinenti ai periodi e alle feste "in corso".

Così, dopo i doverosi "sfizi" carnevaleschi, non potevano mancare dei dolci "tollerati" anche nel periodo di Quaresima... Udite e udite sto parlando dei "MARITOZZI"!

NO! Non si tratta di uno scherzo! I maritozzi in questione non sono i più comuni "maritozzi da pasticceria" farciti con succulenta e "peccaminosa" panna montata... Si tratta dei cosìdetti maritozzi "quaresimali", proprio perchè "concessi" in tempo di Quaresima!!!

Citando letteralmente il mio caro volume, la nascita di questi dolciumi è descritta così:

"Il periodo della Quaresima era una volta periodo di diguini, astinenze, sacrifici e penitenze in cui i cibi erano ridotti allo stretto necessario e le ghiottonerie erano messe al bando. Periodo che il popolo doveva rigorosamente osservare per non cadere in tentazione e quindi in peccato. Ma i 40 giorni della Quaresima erano lunghi e presi tutti d'un fiato richiedevano una soffferenza non indifferente. Si penso allora di dividerli a metà per la ripresa delle forze con qualcosa di appetitoso, ma no troppo, che potesse bloccare strani desideri fin dal loro sorgere a soddisfare la gola senza metterla in condizioni di peccare. Nacquero così i "maritozzi" che, date le circostanze furon detti "Quaresimali".

Ed ecco a voi la ricetta di questi deliziosi e "puri" maritozzetti; che io ho realizzato con il mio lievito madre:

INGREDIENTI:

300 gr. abbondanti di Farina 0 (mulino Marino)
250 gr. acqua tiepida
100 gr. Lievito Madre che ha subito il solito processo di rinfresco (in alternativa 30 gr. lievito di birra)
4 cucchiaiate di olio E.V.O.
80 gr. zucchero
20 gr. pinoli
50 gr. canditi misti a cubetti (cedro e aranzia)
un pizzico di sale
70 gr. di uvetta ammollata

Per la glassa:

20 gr. zucchero
2-3 cucchiaiate di acqua calda

PREPARAZIONE:

-Impastate con la farina messa a fontana il lievito madre, lo zucchero, l'acqua tiepida aggiunta poco per volta e l'olio. Dopo aver formato un impasto omogeneo terminate con un pizzico di sale, formate una palla e mettetela in una ciotola leggermente unta, coperta da un torcione umido a lievitare in un luogo caldo (forno spento).

-Dopo la prima lievitazione disponete il panetto su un piano spolverizzato di farina, apritelo e farcitelo con l'uvetta precedentemente ammollata, i canditi e i pinoli.

-Impastate il tutto fino a raggiungere una consistenza compatta ma non dura che non rimanga appiccicata alle mani. Se è necessario aggiungete un pò di acqua o di olio per rendere l'impasto più morbido. Terminate rimettendo l'impasto "farcito" nuovamente a lievitare coperto in forno spento.

-Dopo la seconda lievitazione formate due cordoni dall'impasto, senza manipolare troppo la massa, e ritagliatene dei pezzetti per formare delle palline da mettere nuovamente a lievitare su una teglia rivestita di carta da forno. Questa volta prima di mettere a lievitare i paninetti ricopriteli con la pellicola trasparente e schiacciateli aiutandovi con un tagliere o una superfice piatta e liscia.

-Dopo l'ultima lievitazione fate scaldare il forno al massimo, una volta ben caldo infornate i maritozzi e cuocete per 7 min. circa.

-Nel frattempo preparate la glassa sciogliendo in 2-3 cucchiai d'acqua lo zucchero all'intero di un pentolino.

-Al termine dei 7 min i maritozzi saranno già belli gonfi e succulenti! Toglieteli dal forno spennellateli con la glassa allo zucchero e rimetteli nel forno per altri 2 min. circa affinchè la glassa si asciughi, facendoli dorare in superfice.

-Lasciateli intiepidire e gustateli con un bel cappuccino caldo!



(Sono ottimi anche i giorni seguenti scaldati leggermente in padella anti-aderente!)

Una "dolce" Quaresima a tutti voi!

Alla Prossima!

-Lorenzo-

lunedì 15 febbraio 2010

Un Dolce Martedì più "Fritto" che "Grasso"! :P

Ritorno a scrivere sul blog appena rientrato dal mio magico weekend carnevalesco a Venezia!

Prima però di riportare le esperienze del più bel Carnevale mai vissuto, preferisco rendere omaggio all'ultimo giorno di questa splendida festività con alcune delle ricette dolci che ho realizzato in questo periodo (e che hanno avuto fine questa sera con una carrellata di fritti da far aggrinzire il fegato anche a Bud Spencer o ad Homer Simpson! XD)

Sui i dolci mi sono affidato quasi esclusivamente a ricette della tradizione trovate su due libri che consiglio vivamente:

"I Menù della Festa" di Annalisa Barbagli e Stefania Barzini (GIUNTI)
"La Cucina Romana e del Lazio" di Livio Javattoni (NEWTON COMPTON EDITORI)

Per un patito delle ricette regionali come me, è stato bello ripercorrere il carnevale attraverso le ricette del Lazio e non solo...

Così tra frittelle di riso, kraphen e frappe (purtroppo niente foto :-()
mi limito a riportare 3 ricette di questo Martedi "più fritto che grasso"!

Per cominciare, le "Ciambelle di Patate" della mitica Lydia di "Tsatsiki a Colazione"
che mi hanno riportato alla mente le ciambelle che mi faceva mia nonna proprio in questo periodo. Morbide, soffici e non troppo dolci :P



La ricetta, spiegata nei dettagli la trovate sul SUO BLOG...

Grazie Lydia!

Poi si passa ad una ricetta che non conoscevo minimamente, ed ho scoperto essere tipica romana:

Il "Bocconotto di Ricotta": una sorta di tortona ripiena di ricotta, cannella e canditi che io ho arricchito ulteriormente con dei pezzetti di cioccolata alla cannella per rimanere in tema. Veramente una ricetta riuscita ed appagante :P



INGREDIENTI:

Per la frolla:

300 gr. di Farina
2 Rossi d'uovo
1 Uovo intero
1 pizzico di Cannella in polvere
150 gr. di Zucchero
1/2 scorza di Limone grattuggiata

Per il ripieno:

500 gr. di Ricotta di Pecora (D.O.L.)
1 cucchiaio di Farina
1 cucchiaio di Cannella
50 gr. di Canditi misti (cedro e arancia)
1 Uovo intero
3 Rossi d'uovo
100 gr. di Zucchero
50 gr. Cioccolata alla Cannella in pezzetti (Aggiunta personale :P)

PREPARAZIONE:

Preparate un composto omogeneo con la ricotta e gli altri ingredienti per il ripieno, aggiungendo per ultimo i tuorli d'uovo e lasciando riposare il tutto una mezz'oretta in luogo fresco.

Nel frattempo formate la frolla e, dopo aver fatto riposare anche quest'ultima, ricavatene 2 sfoglie sottili stendendole su una superficie leggermente infarinata.

In una teglia imburrata disponete una delle 2 sfoglie, riempite accuratamente con il ripieno lasciando lo spazio necessario sui bordi e ricoprite con la seconda sfoglia.

Spennellate la superficie con un uovo sbattuto e qualche goccia di acqua fredda e mettete a cucocere in forno ventilato per circa mezz'ora a 180° (fino a doratura)



L'ultima ricetta è un mega-classico del Carnevale, che questa volta (seguendo la preparazione tipica romana tratta dal libro citato precedentemente), è riuscita davvero in maniera sorprendente:

Si tratta delle mitiche Castagnole alla Romana :-P



INGREDIENTI:

400 gr. di Farina
60 gr. di Zucchero
1 Bicchiere Scarso di Rum
1 Scorza di Limone grattuggiata
100 gr. di Burro
4 Uova

Olio Extra Vergine di Oliva per Friggere

PROCEDIMENTO:

Disponete la farina a fontana aggiungendo al centro le uova appena sbattute, il rum, il burro fuso, la scorza e lo zucchero semolato.

Impastate bene il tutto raggiungendo una consistenza non troppo dura e lasciate riposare per poco.

Dall'impasto ricavatene delle piccole palline e friggete in abbondante olio extra vergine di oliva.

Per finire cospargere di zucchero a velo misto a cannella o, come ho fatto golosamente io, anche con del miele fuso! Libidine Carnevalesca! :P

Vabbè, dopo questo inno al colesterolo vi saluto e vi rimando prossimamente per il resoconto delle esperienze (anche gastronomiche) vissute a Venezia...

Alla Prossima!

-Lorenzo-

mercoledì 6 gennaio 2010

"Il cenone di Linguini"...Babette mi fa un baffo! :-)


Eccomi di ritorno sul blog, con un resoconto un pò tardivo del soggiorno in Umbria da mia nonna....
Quest'anno sono riuscito (facendo pressioni con largo anticipo), a convincere la padrona di casa nel lasciarmi l'arduo compito di preparare il cenone per la vigilia....
Ora voi non conoscete mia nonna, ma sono convinto abbiate presente la classica signora che attende le visite dei parenti per proporre carrellate di piatti tradizionali; tenuti da parte appositamente in vista degli eventi speciali.... Prendere possesso della cucina dunque, è stata una bella impresa; ma grazie al valido aiuto di mia madre la realizzazione del cenone si è rivelata un successo!

Per evitare ulteriori situazioni di disagio all'interno di una cucina "fuoricasa", mi sono avvantaggiato con le preparazioni organizzando tutto il menù minimo 3 settimane prima del 24Dicembre.

Forse può sembrare esagerato, ma per me era veramente importante uscire vittorioso da questa sfida ai fornelli con un colosso come mia nonna! Volevo inoltre fare colpo con i miei zii che finalmente festeggiavano insieme a noi quest'evento pre-natalizio.
Ho voluto dare un impronta decisamente "tradizionale" al menù, rigorosamente a base di pesce. Non ho fatto altro che andare a ricercare i piatti della tradizione romana, riadattandoli leggermente nella preparazione e nel servizio.
Per motivi di tempo e di materia prima, non ho avuto modo di testare tutte le preparazioni prima della cena... Doppia soddisfazione dunque, per l'esito più che positivo delle ricette; partorite al 100% dalla mia mente "fulminata"!

L'unico commento negativo è stato quello sulla quantità delle porzioni: esagerate a parere di alcuni commensali. Nonostante ciò, mia nonna in persona è stata "costretta" a farmi i complimenti per le preparazioni di tutti i piatti... questo per me vale più di una stella Michelin!XD

Passando al menù; lo elencherò il più velocemente possibile. Alcune preparazioni sono troppo lunghe per un singolo post. Probabilmente le riproporrò singolarmente quando avrò più tempo e potrò fare foto migliori dei piatti. A causa del poco spazio in cucina infatti, ho dovuto delegare il servizio fotografico a mia cugina... con un risultato un pò troppo "monoprospettico" dei piatti. XD

Passando finalmente al cenone:

ANTIPASTI:

- Pane bianco intrecciato con semi di sesamo, papavero e lino realizzato da me con lievito madre.




- Burro Francese ECHIRE' con Alici del Mar Cantabrico (presi entrambi da Roscioli)
- Involtini di Salmone Norvegese farciti con Robiola in foglie di Verza (presa sempre da Roscioli)



- Insalata di finocchi, arance bio e Olive di Gaeta con finocchietto selvatico.



"Un inno alla semplicità per valorizzare la qualità delle materie prime: cosa può competere con una bella fetta di pane al naturale cosparsa di burro e alici???" :D

PRIMI:

- Ravioli ripieni di Arzilla al ragù di Broccolo Romanesco



- Paccheri ripieni alla Carrettiera gratinati con sugo ai Funghi Porcini e Bottarga di Tonno



"Prime vere rivisitazioni di piatti della tradizione: Partendo dalla classica minestra di Broccoli e Arzilla ho realizzato dei ravioli (ho fatto la pasta a mano per la prima volta!!!) ripeni con l'arzilla che ho condito con un sugo al pomodoro preparato con broccoli, acciughe e pezzetti di arzilla. Per finire ho cosparso il piatto con l'arzilla lessata a crudo e con una spolverata di pecorino della Sabina stagionato 13 mesi.

Per quanto riguarda i paccheri è stato, uno sfizio personale utilizzare questo formato (che si presta particolarmente ad essere cucinato ripieno). Ho quindi farcito i paccheri con il condimento dei classici spaghetti alla carrettiera (tonno, prezzemolo, aglio e funghi porcini), li ho poi cosparsi di pangrattato e fatti gratinare in forno terminando la cottura precedentemente lasciata al dente. Per finire li ho serviti con un sugo semplice di pomodorini e funghi porcini passando una veloce spolverata di bottarga di tonno."

SECONDI:

- Tris di Baccalà:
Polpette di Baccalà con Uvetta e Noci su Crema di Castagne
Mini Filetti di Baccalà in pastella di Ceci con salsa Hummus



Tortino di Guazzetto di Baccalà e Patate



- Bocconcini di Palombo con Crema di Piselli e Pomodorini Confit

"Altre evidenti rivisitazioni di ricette tradizionali:

Cominciando con un classico della cucina romana di pesce come il Baccalà; sono partito da una ricetta della vigilia: "Baccalà con uvetta noci e castagne" e ne ho ricavato delle squisite polpette con uvetta e noci ricoperte di pangrattato e fritte (che legavano perfettamente con una crema alle castagne prima lessate e poi frullate con vellutata di latte e un filo di olio).

Ho poi realizzato dei mini filetti di baccala fritti con una pastella di farina di ceci e prezzemolo che ho accompagnato alla classica salsa hummus (appunto a base di ceci e spezie).

Per finire ho riproposto l'abbinamento vincente di baccalà e patate facendo dei tortini al forno che alternavano strati di un'emulsione di patate, prezzemolo e zenzero con un guazzetto di baccala al pomodoro con uvetta e pinoli.

Per quanto riguarda il palombo, ho ripreso il tipico palombo in umido con pomodoro e piselli (classico romano); servendolo appena saltato in padella con scalogno e prezzemolo accompagnato da una vellutata di piselli cotti nell'acqua dove avevo appena scottato il pesce; con dei pomodorini confit gratinati al forno."

DOLCE:

- Muffin di Panettone con Marmellata Bio alle Arance



"Fine pasto all'insegna della semplicità, come l'inizio. XD
Ho fatto dei Muffins con gli stessi ingredienti del panettone e li ho serviti caldi con una "spruzzata" di Marmellata d'Arance Bio che riprendeva lievemente il sapore delle scorezette di Arancia candita presenti all'interno dell'impasto."

Purtroppo le foto come al solito non rendono onore alle preparazioni, ma oltre alla difficoltà di impiattare e cucinare praticamente da solo in pochi metri quadri di cucina, è stato impossibile curare anche il lato fotografico della cena. Ringrazio comunque infinitamente mia cugina che ha avuto la pazienza di fotografare le singole portate con il suo telefono cellulare!

Il cenone è stato comunque un successone, e la mia soddisfazione personale alle stelle: in un contesto così magico e "familiare" come la vigilia natalizia, una bella cenetta fatta con passione non può che essere apprezzata e condivisa con i propri cari nel migliore dei modi... :-)

Spero anche voi riusciate a godere a pieno di questi momenti di festa, dove la nostra meravigliosa cucina la fa da protagonista!
Ancora tanti auguri e alla prossima!

-Lorenzo-

lunedì 21 dicembre 2009

Tanti Dolci per un Dolce Natale!!!

Domanda introduttiva: "Cosa sarebbe un Natale senza Dolci di Natale???"

Risposta spontanea: "Di certo un Natale più "Light", ma sicuramente non un Buon Natale" XD

Partendo da questo presupposto, con un fermento mattutino in una giornata finalmente libera (e dal lievito madre che sembrava pregarmi di essere utilizzato), ho dato libero sfogo alla mia indole impastatrice realizzando 2 bei dolcetti a tema Natalizio.

Si tratta di due dolci con ingredienti semplici con qualche tocco personale che non guasta mai XD

Il primo è un Pandolce classico da tradizione con la ricetta presa dal libro "I Menù della Festa" di Annalisa Barbagli e Sterfania Barzini (ma rivisitato con l'uso del lievito madre al posto del lievitino e con l'utilizzo della Farina di Enkir del "Mulino Marino")...

Il secondo è una completa invenzione dettata dalla creatività del momento, in relazione agli ingredienti disponibili. Si tratta di un pane intrecciato alla cannella con uvetta e gocce di cioccolato :P

Ma lasciamo spazio alle ricette...

PANDOLCE ALL'ENKIR (rivisitato da quello di Annalisa Barbagli):

500 gr Farina Monococco Enkir Mulino Marino
250 gr Acqua
200 gr Lievito Madre
120 gr Burro
120 gr Zucchero
100 gr Uvetta
50 gr pinoli
50 gr Arancia Candita
50 gr Cedro Candito
1 Bicchierino di Marsala o altro vino dolce profumato
1 Cucchiaino di Semi d'Anice
1 Fialetta di Acqua di Fiori d'Arancio
1/2 Cucchiaino di Sale

PROCDIMENTO:

-PASSAGGIO OBBLIGATORIO PER OGNI MIA PREPARAZIONE "LIEVITATA": TIRO FUORI DAL FRIGO IL LIEVITO MADRE E LO LASCIO IN UN LUOGO PROTETTO PER 3h E MEZZA CIRCA, LO RINFRESCO E LO LASCIO RADDOPPIARE PER ALMENO ALTRE 3h E MEZZA-

-Faccio la fontana con la farina e al centro metto il burro a pezzetti, lo zucchero, l'acqua ai fiori di arancio, il lievito madre a pezzetti e circa 2/3 dell'acqua.

-Nel frattempo lascio l'uvetta a bagno con acqua tiepida e un bicchierino scarso di vino profumato.

-Impasto per bene gli ingredienti aggiungendo l'acqua poca per volta e mettendo il sale solo ad impasto formato, dopodiche formo una palla e faccio riposare qualche minuto.



-Faccio scolare bene l'uvetta e la strizzo per evitare di inumidire ulteriormente l'impasto.

-Solo a questo punto aggiungo canditi, semi di anice, pinoli e uvetta facendo amalgamare per bene tutti gli ingredienti.



-Formo una palla e la metto in una bull col fondo cosparso di farina coperta da un torcione umido, in forno spento per un'oretta.

-Dopo che l'impasto è già cresciuto ricopro la bull con la pellicola trasparente e metto in frigo a lievitare per minimo 24 ore.

-Mi infarino le mani tiro fuori delicatamente l'impasto e lo peso, dopodiche cerco di formare tre palle uguali aiutandomi con la bilancia; le dispongo su una teglia con la carta da forno cosparsa di farina e lascio raddoppiare in forno (prima riscaldato a 180° e poi spento).




-Una volta raddoppiati metto a cuocere i pandolci a 180° per circa 40 min. controllando la cottura interna con uno stecchino.




-Al termine della cottura lascio in forno con un spiraglio per altri 5 min. poi tolgo e lascio raffreddare.



PANINI INTRECCIATI ALLA CANNELLA CON UVETTA E GOCCE DI CIOCCOLATO



500 gr Farina Monococco Enkir Mulino Marino
250 gr Latte Intero
200 gr Lievito Madre
100 gr Burro
100 gr Zucchero
100 gr Gocce di Cioccolato
100 gr Uvetta
1 Cucchiaino Abbondante di Cannella
1/2 Cucchiaino di Sale

PROCEDIMENTO




-Il procedimento è praticamente uguale a quello del pandolce, l'unica differenza è che dopo aver tolto l'impasto lievitato 24 h dal frigo ho formato dei cordoncini che ho intrecciato e ho lasciato raddoppiare.





-L'altra differenza dai pandolci è la cottura infatti questi panini vanno cotti per 20-25 min a 180° e prima di essere infornati vanno cosparsi di cannella (la quantità riportata negli ingredienti invece va messa nell'impasto).



Insomma con queste preparazioni dolci auguro un "dolce" Natale a tutti!
Gioco di parole decisamente banale e scontato... ma efficace! XD

Alla Prossima!

-Lorenzo-