venerdì 19 febbraio 2010

Carnevale Venezia 2010: Sapori Ritrovati tra Arte e Maschere!



Finalmente ho un pò di tempo per descrivere quello che è stato il più bel Carnevale mai vissuto fin'ora!

Non solo perchè ritrovarsi a festeggiarlo nella città "regina" di questa festività rende anche una ricorrenza da me sempre snobbata come il Carnevale un'evento inimitabile; ma soprattutto perchè Venezia mi ha dato modo di vivere bei momenti e riscoprire dei sapori unici e dimenticati insieme ai miei "vecci" ed "inossidabili" genitori XD



Questa volta cercherò davvero di essere il più sintetico possibile, piano piano aggiungerò le foto che ho fatto in modo da compensare le descrizioni "mancanti"... la verità è che Venezia a carnevale (con il bonus di un tempo ed un clima perfetto) è una città talmente ricca, colorata e magica che diventa difficile (se non impossibile), racchiudere in un singolo post tutte le esperienze e le emozioni provate... anche solamente in 3 giornate.

Soltanto il tragitto dall'albergo alla stazione, ritrovandosi completamente circondati dall'acqua, crea una suggestione particolare che si prova raramente... arrivati poi a destinazione, l'affacciarsi verso il primo degli infiniti ponti e ponticelli già esibisce miriadi di maschere e gondole... che ci uno si aspetta di vedere solo nei film o nelle cartoline... (per non citare i profumi di dolciumi che inondano le strade :-P)





La città è poi un "agglomerato" unico di arte e cultura: un barocco per niente pesante si fonde ad un gotico raffinato ed elegante stemperandosi tra le caratteristiche "calle","campi" e "campielli"(piazzette)!





Girando per le "viuzze", l'unica cosa che scoraggia è l'enormità di gente in massa che spostandosi crea veri e propri "ingorghi" umani... gestiti in maniera alquanto discutibile dalle (talvolta incompetenti) "autorità" cittadine...
Per il resto Venezia riempie ed appanga in maniera più totale gli occhi, il cuore e anche la "panza".




Ogni scorcio, angolo o localino diviene un irresistibile soggetto da immortalare (riempiendo immediatamente la memory card della digitale!XD)




Naturalmente un "pazzo" della gastronomia come me non poteva farsi sfuggire niente del patrimonio "magnereccio" della città!

Imperdibili tutte le dolci tentazioni carnevalesche rimediate in una pasticceria "di fiducia", raccomandata dalla nostra guida (fortuitamente) golosa: "zaeti", "pan del doge", "frittole veneziane con uvetta e pinoli", "frittole ripiene di crema e zabaione al rhum" (pazzesche!), frappe e chi più ne ha più ne metta!!! :P



Passando al versante più concreto della cucina veneziana, ho scelto di provare due tipologie differenti di ristorazione: il ristorante tradizionale, ricercato e "raffinato"; contro la classica osteria/bacaro "cruda e sincera".

Devo dire che entrambe le scelte sono state ripagate con preparazioni di stampo completamente differenti, ma sicuramente appaganti in quasi tutti gli assaggi...

Il Ristorante che ho scelto (e vi assicuro è stata una vera avventura trovarlo fra il traffico umano di Venezia e le miriadi di ponti!) si chiama "Al Covo"



Locale improntato su un'offerta di pesce freschissimo e caratterizzato da un ambiente informale e curato; che mette a pieno agio ogni tipo di clientela.



Ho deciso di provare le preparazioni più tradizionali del Veneto affidandomi alle mie conoscienze del territorio e all'esperienza del cortese cameriere.



Si è partiti con un saporito, ma non eccessivamente acetato "Saor" misto di pesce e verdure, accompagnato da una tenera polentina bianca (moeche, gamberoni, sarde e alici)



Per i primi, ho voluto provare i classici ma sempre convincenti spaghetti al nero di seppia conditi con un delicato (fin troppo) sughetto di cannocchie.



Mio padre ha optato invece per un ricco piatto di pasta e fagioli realizzato con veri fagioli Lamon... La cosa sorprendente dopo avergli rubato un cucchiaio è stato ritrovare anche in un singolo assaggio lo stesso sapore e la stessa consistenza della pasta e fagioli che mia nonna preparava in tempi ormai remoti! In effetti, questo è stato solo uno dei tanti viaggi sensoriali che mi hanno riportato alla mente sapori di cucina casalinga... probabilmente le origini venete di mia nonna si rispecchiavano pienamente nei suoi caldi piatti che mi proponeva in tenera età :)

Dopo gli spaghetti ben realizzati, ma non esaltanti, si sono toccati alti livelli con i secondi piatti: un ricco baccalà "batagin" cotto nel coccio con letto di patate, prugne, rosmarino e pistacchi; davvero notevole... ed un gran fritto misto (anche di moeche) tra i più buoni mai mangiati in assoluto! :P




Piccola pausa "riempita" da frittelle varie e sfiziose e delle frappe soffici, fragranti di un equilibrio perfetto (Ennesimo flashback sensoriale di quelle della mia cara nonnina padovana!)



Personalmente ho terminato con una mini selezione di formaggi (Taleggio, Bastardo di Bassiano, Morlacco, Bludel Monviso) accompagnata da una particolare mostarda ai peperoni e noci. I "vecci" si sono appagati con un dolce alle pere e grappa che ha detta loro doveva essere servito lievemente meno freddo.




Sul versante osteria o meglio "bacaro", ho assaporato la sincera cucina regionale offerta dal piccolo ma accogliente locale "Antica Osteria Il Bacareto".
(Osteria Al Bacareto, San Marco, San Samuele 3447 - 30124 Venezia)



Qui, oltre ad una gestione disponibile, celere e simpatica; avrete modo di assaporare tutti i piatti della cucina tipica veneziana ben realizzati. Porzioni abbondanti con sapori giustamente decisi e corposi, vengono preparati con amore e rispetto delle materie prime dalla simpatica chef ai fornelli:

Si comincia con un ricco piatto di "cicchetti" veneziani: "verdure in pastella, baccala fritto, baccalà mantecato su crostoni di pane, sarde fritte, cappasanta nel suo guscio, frittatina di verdure casalinga e polpettine di carne". Tutto davvero ben fatto, con un fritto saporito e asciutto caratterizzato da una pastella golosissima.



Per proseguire un patito delle acciughe come me non poteva farsi sfuggire i tradizionalissimi bigoli in salsa riccamente conditi (cipolle e acciughe a "go-go") e ho anche assaggiato degli ottimi e davvero "ricchi" spaghetti al nero con seppie. Anche qui le porzioni e la sincerità dei sapori si è rivelata vincente :P




Come secondi però si raggiunge il massimo, incontrando a pieno i miei gusti XD :

Un tenero e saporito Fegato alla Veneziana con polenta bianca, Baccalà con uvetta e cipolle servito con polenta e le classicissime seppie "nerissime" anch'esse con polenta di farina bianca.





Sapori davvero unici che forniscono un bel quadro della tradizione gastronomica della città; inoltre il fegato perfettamente legato alle morbide cipolle si è rivelato l'ennesimo ricordo di quando mia nonna me lo fece assaggiare in una delle rare occasioni che gli permisero di prepararlo (mio padre non ha mai sopportato il sapore del fegato XD). Un profondo viaggio sensoriale che appaga la mente e sazia lo stomaco :P

Venezia a Carnevale è davvero unica; ed in soli 3 giorni mi ha regalato tante belle esperienze ed emozioni...

Termino qui anche se ci sarebbe davvero molto altro da dire, ma si sa a volte le immagini parlano più delle parole...
:-)

Alla Prossima!

-Lorenzo-

lunedì 15 febbraio 2010

Un Dolce Martedì più "Fritto" che "Grasso"! :P

Ritorno a scrivere sul blog appena rientrato dal mio magico weekend carnevalesco a Venezia!

Prima però di riportare le esperienze del più bel Carnevale mai vissuto, preferisco rendere omaggio all'ultimo giorno di questa splendida festività con alcune delle ricette dolci che ho realizzato in questo periodo (e che hanno avuto fine questa sera con una carrellata di fritti da far aggrinzire il fegato anche a Bud Spencer o ad Homer Simpson! XD)

Sui i dolci mi sono affidato quasi esclusivamente a ricette della tradizione trovate su due libri che consiglio vivamente:

"I Menù della Festa" di Annalisa Barbagli e Stefania Barzini (GIUNTI)
"La Cucina Romana e del Lazio" di Livio Javattoni (NEWTON COMPTON EDITORI)

Per un patito delle ricette regionali come me, è stato bello ripercorrere il carnevale attraverso le ricette del Lazio e non solo...

Così tra frittelle di riso, kraphen e frappe (purtroppo niente foto :-()
mi limito a riportare 3 ricette di questo Martedi "più fritto che grasso"!

Per cominciare, le "Ciambelle di Patate" della mitica Lydia di "Tsatsiki a Colazione"
che mi hanno riportato alla mente le ciambelle che mi faceva mia nonna proprio in questo periodo. Morbide, soffici e non troppo dolci :P



La ricetta, spiegata nei dettagli la trovate sul SUO BLOG...

Grazie Lydia!

Poi si passa ad una ricetta che non conoscevo minimamente, ed ho scoperto essere tipica romana:

Il "Bocconotto di Ricotta": una sorta di tortona ripiena di ricotta, cannella e canditi che io ho arricchito ulteriormente con dei pezzetti di cioccolata alla cannella per rimanere in tema. Veramente una ricetta riuscita ed appagante :P



INGREDIENTI:

Per la frolla:

300 gr. di Farina
2 Rossi d'uovo
1 Uovo intero
1 pizzico di Cannella in polvere
150 gr. di Zucchero
1/2 scorza di Limone grattuggiata

Per il ripieno:

500 gr. di Ricotta di Pecora (D.O.L.)
1 cucchiaio di Farina
1 cucchiaio di Cannella
50 gr. di Canditi misti (cedro e arancia)
1 Uovo intero
3 Rossi d'uovo
100 gr. di Zucchero
50 gr. Cioccolata alla Cannella in pezzetti (Aggiunta personale :P)

PREPARAZIONE:

Preparate un composto omogeneo con la ricotta e gli altri ingredienti per il ripieno, aggiungendo per ultimo i tuorli d'uovo e lasciando riposare il tutto una mezz'oretta in luogo fresco.

Nel frattempo formate la frolla e, dopo aver fatto riposare anche quest'ultima, ricavatene 2 sfoglie sottili stendendole su una superficie leggermente infarinata.

In una teglia imburrata disponete una delle 2 sfoglie, riempite accuratamente con il ripieno lasciando lo spazio necessario sui bordi e ricoprite con la seconda sfoglia.

Spennellate la superficie con un uovo sbattuto e qualche goccia di acqua fredda e mettete a cucocere in forno ventilato per circa mezz'ora a 180° (fino a doratura)



L'ultima ricetta è un mega-classico del Carnevale, che questa volta (seguendo la preparazione tipica romana tratta dal libro citato precedentemente), è riuscita davvero in maniera sorprendente:

Si tratta delle mitiche Castagnole alla Romana :-P



INGREDIENTI:

400 gr. di Farina
60 gr. di Zucchero
1 Bicchiere Scarso di Rum
1 Scorza di Limone grattuggiata
100 gr. di Burro
4 Uova

Olio Extra Vergine di Oliva per Friggere

PROCEDIMENTO:

Disponete la farina a fontana aggiungendo al centro le uova appena sbattute, il rum, il burro fuso, la scorza e lo zucchero semolato.

Impastate bene il tutto raggiungendo una consistenza non troppo dura e lasciate riposare per poco.

Dall'impasto ricavatene delle piccole palline e friggete in abbondante olio extra vergine di oliva.

Per finire cospargere di zucchero a velo misto a cannella o, come ho fatto golosamente io, anche con del miele fuso! Libidine Carnevalesca! :P

Vabbè, dopo questo inno al colesterolo vi saluto e vi rimando prossimamente per il resoconto delle esperienze (anche gastronomiche) vissute a Venezia...

Alla Prossima!

-Lorenzo-

martedì 9 febbraio 2010

Dalla Puglia con Amore: Focaccia Pugliese con Lievito Madre Prima Prova!



Nuovamente con le "Mano in Pasta" tanto per cambiare! :D
Questa volta (dopo il buon risultato riscontrato con la pizza), ho provato ad utilizzare una delle ricette ritrovate tra gli appunti del corso di panificazione di Gabriele Bonci e Fabrizio Franco; realizzando una delle cose per me più buone che il nostro panorama gastronomico possa offrire...

Alta, soffice, saporita...Sto parlando della mitica focaccia Pugliese!

Ancora siamo molto lontani dal raggiungere il risultato di quella del Bonci (che l'aveva preparata in diretta durante il corso), ma comunque per essere la prima volta il risultato è stato ancor più soddisfacente della pizza!



Continuo a pensare che oltre ai limiti del mio forno, l'altro punto che mi ostacola dal raggiungere livelli superiori sia la mancanza di un impastatrice: mi riesce infatti difficile gestire una certa quantità di impasto in particolare se decido di idratarlo molto come quello di Gabriele. Il massimo che riesco ad incorporare fin'ora è il 60-70% di acqua rispetto al peso in farina, poi l'impasto comincia a cedere e diventa quasi impossibile mantere una consistenza compatta impastando a mano.

Tocca mettere da parte qualche soldino e comprare una bendetta impastatrice! Si accettano consigli sul modello e su dove acquistarla...Su e-bay non ho trovato niente di covincente a prezzi abbordabili :S

Ritornando alla focaccia, riporto le dosi per 500 gr di farina... penso però che se avessi utilzzato un kilo, raddoppiando le dosi come nella ricetta che avevo, la focaccia sarebbe venuta ulteriormente alta... molto più Pugliese...Sarà per la prossima volta...Nel frattempo in caso provateci voi! :)

500 gr. Farina 0 Mulino Marino
250 gr. Lievito Madre che ha subito il solito processo (tiro fuori dal frigo e lascio all'esterno per 4 ore circa, rinfresco con ugual peso di farina e metà peso di acqua poi lascio raddoppiare e dopo altre 4 ore circa lo utilizzo per l'impasto)
300 gr. Acqua
50 gr. Olio E.V.O. di Bari D.O.P.
10 gr. Sale
Pomodorini Pachino
Olive di Gaeta (D.O.L.)
Cipolle ROsse di Tropea
Origano

PROCEDIMENTO:

-Ammorbidisco il lievito in un pò di acqua, poi unisco la farina e impasto fino alla giusta consistenza aggiungendo il resto dell'acqua gradualmente.

-Una volta formata la "maglia" dell'impasto aggiungo l'olio e lo faccio assorbire per bene incorporando per ultimo il sale.

-Metto in una bol coperta da pellicola trasparente in forno spento per un ora circa, poi metto in frigo a lievitare per minimo 24 ore.

-Tiro fuori l'impasto e senza sgonfiarlo effettuo delle piegature di rinforzo allungando i lembi esterni della massa per poi portarli al centro sovrapponendoli tra di loro. Dopo averlo fatto per tutti i lati, metto sulla teglia con carta da forno e copro con pellicola, in forno spento fino al raddoppio.

-Ripeto le piegature un'altra volta dopo di che faccio fare l'ultima lievitazione nella teglia unta di olio. (come direbbe il saggio Bonci "La Pugliese VOLE l'Olio!")
Prima di farla lievitare mi ungo le mani e creo delle fossette mentre stendo l'impasto in teglia.

-Dopo l'ultima lievitazione ripeto le leggere pressioni con i polpastrelli e condisco attuando lo stesso movimento, facendo "penetrare" il succo dei pomodorini nell'impasto. (altro trucco del grande Gabriele!)
Termino con un bel giro di Olio di Bari D.O.P. e inforno a 200 gradi circa, forno ventilato fino a doratura.



-Vi accorgerete da soli quando sarà ben cotta, è fantastico inoltre osservarla mentre cresce in teglia "inglobando" i pomodori e le olive! :P



BELLA! :P



E' buona anche il giorno dopo fredda, ma per esperienza vi consiglio di scaldarla 3 minuti in padella antiaderente, torna come nuova!

Un bel giro di olio E.V.O. a crudo sulla focaccia scaldata poi è sublime!

Provatela anche con un Kg di farina e fatemi sapere...

Alla prossima!

-Lorenzo-

domenica 7 febbraio 2010

Un'Osteria Gourmet "Disegnata" a Dovere...Giuda Ballerino!



Riporto una gradevole esperienza testata proprio ieri sera, in uno di quei locali situati a due passi da casa, che si ha sempre voglia di provare perchè ne ha sentito parlare bene, ma per un motivo o per l'altro finisci col non andarci mai! XD

Così è successo a me fino a ieri, quando mi sono deciso a prenotare un tavolo nel poliedrico spazio del "Giuda Ballerino!"

No, non avete letto male; e non è neanche una banale citazione da NERD tratta da Dylan Dog... sto parlando del Ristorante Gourmet, Wine Bar e Osteria gestito da Mariana e dallo Chef creativo Andrea Fusco; che hanno saputo "impaginare" un locale ricco di proposte innovative in una zona periferica "difficile" come quella dell'Appio Claudio.

Inizialmente, per essere sinceri, avevo tentato di prenotare una cena al Ristorante, ma trovando tutto al completo ho dovuto "ripiegare" sulla proposta Osteria rimanendo comunque soddisfatto...

La caretteristica del "Giuda" infatti, è che riesce a racchiudere davvero in un piccolo spazio numerose proposte di qualità, concentrando più tipologie di clientela nelle diverse "fasi" della giornata.

Si va dalla colazione selezionata della mattina nel bar posto all'entrata, con la possibilità di stuzzicare proposte del menù dell'Osteria, all'Osteria vera e propria aperta anche a pranzo con una rivisitazione simpatica ed intelligente della cucina romana... Per finire in serata, la possibilità di una cena gourmet con la proposta maggiormente creativa del Ristorante.

Insomma i ragazzi si sono dati da fare; e la passione di questo progetto si rispecchia non solo nelle preparazioni, ma anche nell'utilizzo di materie prime notevoli: Ho scoperto nella mia visita che la Gastronomia D.O.L. dove sto facendo pratica rifornisce il Giuda con affettati, legumi e formaggi rigorosamente del territorio Laziale ;-)

Altra nota piacevole e simpatica sono le strisce a fumetti principalmente di stampo "Bonelli", che decorano tutto il locale a partire dalla "facciata" esterna.




L'ambiente è caldo ed accogliente pur essendo tutto molto ravvicinato, e nonostante i tavolini aparecchiati con tovagliette di carta, il servizio efficiente e la musica di sottofondo rendono l'atmosfera per niente chiassosa da "osteria"; bensì intima e raffinata.




Il menù, pur non essendo ricercato come quello del Ristorante, è comunque davvero ricco di proposte creative che vanno dagli antipasti ai dolci, proponendo anche due classici del Menù "Gourmet" per far assaggiare la tipologia della cucina del ristorante.



Lo staff ai fornelli è comunque lo stesso sia per l'Osteria che per Il Ristorante e la cucina è piacevolmente visibile attraverso un vetro trasparente posto nel corridoio che collega il Bar alla sala principale.



I piatti provati si sono distinti tutti per una tipologia di preparazione davvero leggera ed equilibrata...

Ulteriore menzione va fatta al "sacchetto" di pane distribuito ad inizio pasto con pane rigorosamente fatto in casa utilizzando il lievito madre ;-)

Arrivando finalmente alla mia cena, sono partito con un tris di arancini scelti tra i numerosi del menù:
"Cacio e Pepe in crosta di mandorle e caffè, Coda alla vaccinara in crosta di cacao e mais e Nero di Seppia e lardo di Arnad in crosta di kamut"
Tutti e 3 davvero ottimi con il riso legato perfettamente ai condimenti...



Si va avanti alla grande con un trittico di baccalà: Carpaccio, Mantecato e in Pastella (davvero buono, carente solo nelle porzioni :P) ed una ben realizzata "Panzanella di Bufala e Alici leggermente marinate" che forse risultava un pò insipida, nonostante la presenza del pesce azzurro.




Per assaporare anche la cucina del ristorante, non ho potuto rinunciare ad un "classico del Giuda": "Fiori di Zucca in pastella con Ricotta, Bottarga e Alici su salsa di Mozzarella di Bufala"
Veramente notevole: Un gran riscontro nel ripieno giustamente legato allo sfizioso e delicato "letto" di fonduta di bufala :-P



Tra gli altri antipasti provati, ben realizzati i fritti (anche i più semplici): ottime e dalla pastella per niente unta le "Alici in Tempura"; caratterizzato solo da un lieve sentore amarognolo nelle foglie il maestoso carciofo alla Giudia.




Notevoli anche i primi scelti: "Rigatoni all'uovo cacio e pepe con tartufo nero" (forse poco "cacio e pepe", ma gustosi e mantecati a dovere con il "sughetto" al tartufo)

"Orecchiette con broccoletti, moscardini e colatura di alici" (Ottime e ben condite: la colatura dosata alla perfezione donava il giusto "carattere" al piatto non riisultando affatto invadente)




Ho solo assaggiato il "Controfiletto di Scottona Piemontese cotto a bassa temperatura su Purè di Patate" (che mi è parso ineccepibile per cottura e consistenza della carne), mentre posso confermare la riuscita delle "Animelle d'Agnello e Funghi Porcini con polvere di Liquirizia e Caffè":
Tenere, saporite ed in perfetto connubio con i porcini... giusto un pò latitanti liquirizia e caffè...




Non fotografati ma veramente golosi anche i dolci: "Bombe calde mignon su Salsa di Arancia o Crema Gianduja" (Strepitosa la cremina alle arance) e "Tortino di Cioccolato caldo con Pepe Sechuan su zuppetta di Visciole" (Equilibrato e non eccessivamente dolce)

Ora non vedo l'ora di testare anche i piatti del Ristorante che mi ispirano soltanto leggendo il menù...
La proposta osteria comunque, pur essendo stata una sorta di "ripiego" si è rivelata una piacevole sorpresa... Penso che ritornerò più spesso a provarla, soprattutto per l'ottimale rapporto "qualità/prezzo" che di questi tempi è difficile trovare in certi locali citati dalle guide.

Alla Prossima!

-Lorenzo-

"Giuda Ballerino! - Largo Appio Claudio, 344
00174 Roma - Tel. 06 71584807
E-mail: info@giudaballerino.it"

giovedì 4 febbraio 2010

Ci vuole "Fegato" con la Zucca!

Ritorno sul blog dopo un periodo sicuramente "ricco" di eventi e impegni...
Ormai, oltre ai miei obblighi scolastici, è abbastanza regolare la collaborazione in veste di "ragazzo di bottega" nella gastrnomia D.O.L.; che porta avanti il progetto di ricerca e selezione di prodotti esclusivamente "di origine laziale" (kilometro zero & filiera corta).

Mi è capitato così proprio Domenica 31 di partecipare tramite D.O.L. all'evento di "Vini Naturali": manifestazione enogastronomica le cui giornate sono state descritte nel Blog di Andrea Petrini "Percorsi Di Vino"

E' stata un'esperienza veramente formativa e stimolante, che mi ha fatto entrare in contatto ravvicinato con il mondo dell'enogastronomia, ampliando la mia conoscenza sui prodotti tipici della nostra Regione e su altre specialità italiane ed estere presenti negli stand della mostra (unico il salame di orso e la polpetta di carne di capra! :P).

Proprio in onore dei prodotti tipici del Lazio quindi (trattati dalla gastronomia D.O.L.), posto una preparazione di mia inventiva che impiega una salsiccia della tradizione laziale: la "Susianella" ed uno stupendo "Provolone piccante di Formia"

La susianella è un salume del Viterbese privo di stagionatura, composto principalmente da carni magre di suino pesante e "FEGATO", una vera particolarità...

Tramite un consiglio "rubato" al genio Gabriele Bonci (Pizzarium) ho adattato un possibile abbinamento di Susianella e Zucca per realizzare un primo piatto veramente completo:

ORZO, ZUCCA, PATATE E SUSIANELLA:

INGREDIENTI (4 pers.):

100 gr. Orzo Perlato (D.O.L.)
1/2 Susianella
2 Patate medie a pasta gialla
1/2 Zucca piccola
100 gr. Provolone di Formia in scaglie
Noce Moscata
2 Foglie di Salvia
1 Scalogno
Sale e q.b.

PREPARAZIONE:

-Di solito sono contro l'utilizzo della pentola a pressione, ma per questione di tempo mi è stato necessario utilizzarla e devo ammettere che il risultato si è rivelato vincente! :)
Per prima cosa privo le patate e la zucca della buccia, riduco entrambe le verdure a cubetti e le metto in pentola a pressione con l'orzo, coprendo il tutto con due dita di acqua.
Per i primi 3 min. faccio cuocere a fiamma alta, poi porto avanti quasi a cottura con fiamma al minimo.

-Nel frattempo trito lo scalogno e lo metto nel coccio con la susianella fatta a cubetti utilizzando il grasso della salsiccia per fare il fondo. Faccio insaporire e colorire per bene, dopo di che spengo e copro per evitare di seccare eccessivamente la salsiccia.



-Quando l'orzo è quasi pronto verso il contenuto della pentola a pressione nel coccio, alzo la fiamma e porto a fine cottura aggiungendo la salvia e la noce moscata.
Metto pochissimo sale e non aggiungo il pepe in quanto la Susianella risulta abbastanza speziata e sapida, ma contrasta molto bene con il dolce della zucca che avevo.




-Per completare, dopo aver fatto asciugare il composto, tolgo il coccio dal fuoco e manteco con del fantastico Provolone di Formia a scaglie che si sposa benissimo con la zucca e le patate.

-Servo con 2 foglioline di salvia a crudo ed un'ulteriore golosissima spolverata di provolone! :P



Un ottimo piatto unico che da modo di mangiare cereali e dare valore ai nostri prodotti regionali della tradizione!



(Per questo piatto potete naturalmente sostituire la Susianella e il Provolone di Formia con una normale salsiccia e un provolone piccante; anche se sicuramentre il risultato non sarà lo stesso non può che riuscirne ugualmente una buona preparazione)

Se siete interessati al nostro progetto e vi trovate nei pressi di Centocelle, venite a provare sapori "perduti" (dai legumi, alle conserve, all'ampia selezione di affettati e formaggi) frutto di una ricerca accurata del nostro territorio:

D.O.L.
Di Origine Laziale

Via Domenico Panaroli, 6A
00171 Roma
0624300765
www.dioriginelaziale.it
www.dioriginelaziale.com

Alla Prossima!

-Lorenzo-